Come superare la timidezza: 4 consigli infallibili

Come superare la timidezza: 4 consigli infallibili

Ecco come superare la timidezza

come superare la timidezza

Se hai aperto questo articolo sicuramente sei in cerca di consigli per sapere come superare la timidezza. A volte, infatti, può succedere che chi ha un carattere riservato decida di voler cambiare, per affrontare in modo rilassato gli avvenimenti che gli accadono intorno e anche per non sentire più i commenti, non sempre carini, delle altre persone. Quindi, se non vedi l’ora di conoscere come superare la timidezza, non ti resta che continuare nella lettura, non procrastinare 😉

La timidezza è timore d’esser giudicato male.

ROBERTO GERVASO

Le caratteristiche di una persona timida

come superare la timidezza

La timidezza è un tratto del carattere che porta a preferire ristrette interazioni sociali. Chi ha questa tendenza spesso rimanere in disparte e si relaziona con poche persone, infatti trovasi al centro dell’attenzione può creare: arrossamento del viso, sudorazione, tremore e, nei casi più gravi, attacchi di panico

La timidezza, però, non ha solo aspetti negativi, un carattere riservato permette anche di: 

  • riflettere bene prima di intraprendere qualsiasi iniziativa, ciò, molto spesso, evita di commettere degli errori;
  • essere ligi nel seguire le indicazioni per evitare di ritrovarsi al centro dell’attenzione, questo è un aspetto particolarmente apprezzato nell’ambito lavorativo;
  • avere una forte empatia, ciò permette di comprendere bene i sentimenti altrui e, allo stesso tempo, di essere degli ottimi ascoltatori. Tale caratteristica rende le persone timide davvero degli ottimi amici.

Questa piccola analisi ti dovrebbe indurre a capire che nella riservatezza non ci sono solo aspetti negativi ma anche molti tratti da valorizzare, proprio per questo è importante sapere come superare la timidezza, avere fiducia in te stesso/a e riuscire a mostrare agli altri le proprie doti. 

“Credo che l’empatia sia la qualità più essenziale di una civiltà.”

ROGER EBERT

Consiglio

Una ottima lettura che può fare al caso tuo è “Non dirmi che hai paura” di Giuseppe Catozzella. Questo romanzo narra di Samia è una ragazzina di Mogadiscio. Ha la corsa nel sangue. Ogni giorno divide i suoi sogni con Alì, che è amico del cuore, confidente e primo, appassionato allenatore. Mentre intorno, in Somalia, le armi parlano sempre più forte la lingua della sopraffazione, Samia guarda lontano, e avverte nelle sue gambe magre e velocissime un destino di riscatto per il paese martoriato e per le donne somale. Giuseppe Catozzella per mesi è entrato dentro la vita reale di Samia, e l’ha reinventata in una voce dolcissima, scrivendo un romanzo memorabile. Qui sotto trovi un estratto Kindle :

Come superare la timidezza occasionale

come superare la timidezza

A volte la timidezza può essere legata a:

  • l’interazione con determinate persone, possono intimorire, ad esempio, quelle molto sicure di sé; 
  • alcune situazioni, spesso sono quelle che hanno lasciato un brutto ricordo. 

In entrambi i casi si tratta di un sentimento che ci protegge e ci permette di affrontare nuove sfide con la giusta consapevolezza. Eliminare totalmente la timidezza dalla propria vita, quindi, non è la soluzione ideale, meglio imparare a riconoscerla e riuscire a dominarla.

Un atteggiamento passivo che induce a dire “io non riuscirò mai a fare questa cosa perché sono timido” è una semplice reazione di difesa e di chiusura verso una situazione che ci sembra difficile. Talvolta è necessario ricominciare da zero, riconoscere questi blocchi psicologici è il primo passo per sapere come superare la timidezza.

4 consigli per come superare la timidezza

Per sapere come superare la timidezza metti in pratica i miei 4 consigli e vedrai che ti sentirai subito meglio:

  1. comprendi quali sono le situazioni che ti mettono maggiormente in imbarazzo. Fai caso a quando la timidezza ti blocca. Ad esempio può succedere che parlare al telefono con uno sconosciuto ti crei particolarmente ansia, mentre incontrare persone che non conosci dal vivo non ti faccia lo stesso effetto.
  2. Dai un nome alla tua paura. Quando hai visualizzato cosa ti crea timore cerca di capire perché reagisci in questo modo; può essere il giudizio dell’altro, uno sbaglio che hai fatto in passato, la scarsa autostima, ecc.
  3. Accettati, tutti hanno un lato della propria personalità che non amano, per stare meglio bisogna cercare di amarsi così come si è. Punta, piuttosto, su ciò che apprezzi di te, senza mettere l’accento sempre sugli aspetti negativi.
  4. Scherzaci su, la prossima volta che vieni preso da timidezza cerca di non irrigidirti ma fai una battuta spiritosa o un commento divertente, in questo modo le persone che ti vedono dall’esterno non si fossilizzeranno su questo aspetto del tuo carattere perché anche tu lo sdrammatizzi.

Conclusione

Conclusione

Questo articolo ha sottolineato che l’essere timidi ti fornisce molti strumenti utili per comunicare ed aiutare il prossimo nel qui ed ora . Sono sicuro che utilizzando i 4 strumenti dell’articolo avrai più fiducia in te stesso/a, questo aumenterà la tua autostima. Permettendoti di raggiungere i tuoi obiettivi.

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Lavorare su se stessi: il modo migliore per raggiungere i propri obiettivi

Lavorare su se stessi: il modo migliore per raggiungere i propri obiettivi

Lavorare su se stessi? Ecco come fare.

Lavorare su se stessi

Lavorare su se stessi è un atteggiamento positivo che favorisce una crescita continua, si può anche definire come l’opposto di odiare se stessi. In questo caso, infatti, non prevale l’idea che, siccome dobbiamo ancora molto imparare siamo meno rispetto a un altro, ma proprio queste nostre “mancanze” sono lo stimolo per andare avanti con grinta e colmare i nostri limiti.

Se vuoi qualche consiglio per sapere come lavorare su se stessi in modo efficace in questo articolo li troverai sicuramente.

“Andare sulla luna, non è poi così lontano. Il viaggio più lontano è quello all’interno di noi stessi.”

Anaïs Nin

Lavorare su se stessi da vantaggi di una crescita continua

Lavorare su se stessi

Avere l’idea che qualche aspetto della propria vita andrebbe modificato radicalmente o solo limato non è qualcosa che deve minare la nostra autostima, anzi, dovrebbe essere uno sprono per migliorare

Quando si parla di lavorare su se stessi ci si può riferire:

  • ad aspetti del nostro carattere che vogliamo modificare, come un’eccessiva timidezza;
  • a obiettivi da raggiungere ad esempio la laurea, un corso di specializzazione o un avanzamento di carriera sul lavoro. 

Un atteggiamento proattivo in questo senso ti potrebbe aiutare anche in altri ambiti della tua vita: una volta che impari a lavorare su te stesso vedrai come è più facile migliorare in tutto e capirai che non possiamo mai dire che siamo arrivati perché c’è sempre da apprendere.

Consiglio

Che cosa comporterebbe diventare soprannaturali: Cosa succederebbe se potessimo sintonizzarci su frequenze che vanno al di |à del nostro mondo materiale cambiare la chimica del cervello per accedere a livelli dì consapevolezza trascendentale, creare un nuovo futuro e modificare l’assetto biologico per favorire una profonda guarigione? È proprio ciò che il Dr. Joe Dispenza offre in questo libro all’avanguardia: “Diventa supernatural. Come fanno le persone comuni a realizzare cose straordinarie“. Ti lascio qui sotto un piccolo estratto Kindle :

Qual è il vero significato di lavorare su se stessi

Lavorare su se stessi

La locuzione lavorare su se stessi unisce il verbo lavorare, che spesso usiamo per riferirci a un impegno fisico ma può definire anche un’attività mentale, e se stessi cioè il nostro inconscio.

Lavorare su se stessi, quindi, può aprire apre infinite porte: quando cominciamo l’esplorazione del nostro io interiore, infatti, non conosciamo con esattezza la meta che raggiungeremo. Certamente alla base di tutto c’è una motivazione ma quando intraprendiamo il cammino che ci porta a fare un viaggio dentro di noi potremmo scoprire di aver raggiunto delle mete che non ci aspettavamo o di avere delle mancanze di cui non ci rendevamo conto.

Ti faccio un esempio, se decidi di investire più energie su una passione che avevi da giovane mettendo in secondo piano il tuo lavoro, prendendoti un periodo di ferie o un’aspettativa, potresti scoprire che la tua vera vocazione in realtà è ciò che stai facendo e non un interesse che avevi più di 10 anni fa; così potrai ributtarti a capofitto sul tuo impiego attuale cercando di migliorarmi e fare carriera in questo ambito. Come vedi, lavorare su se stessi ha sempre dei vantaggi, è qualcosa che si oppone all’immobilità, che tiene la mente attiva e pronta ai cambiamenti.

“Se vuoi essere felice per un giorno, dai una festa.

Per due settimane fai un viaggio.

Per la vita trova un traguardo da raggiungere.”

Frank Tibolt

Consigli utili per lavorare su se stessi

Lavorare su se stessi

Per lavorare su se stessi in modo efficace è importante seguire i giusti step altrimenti si potrebbe andare incontro ì ripetuti fallimenti e quindi scoraggiarsi.

I miei consigli in questo senso sono:

  • non volere tutto e subito, il cambiamento ha bisogno di tempo, così sarà anche più radicato in te;
  • impara a fare un’analisi interiore che ti permetterà di capire dove vuoi arrivare e a che punto ti trovi del tuo cammino;
  • apri la mente e cogli tutte le possibilità che ti si presentano senza paura e con un po’ di incoscienza.

Conclusione

Conclusione

Come hai potuto vedere lavorare su se stessi è senza dubbio una competenza necessaria per la tua crescita personale, che dovremmo avere tutti per rendere la vita un po’ più come la desideriamo, quindi che aspetti? Provaci anche tu. Inizia il tuo percorso, definisci gli obiettivi, non avere paura . esplora, e trova il senso della tua vita !

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Odiare se stessi: cosa fare quando ci si sente sbagliati?

Odiare se stessi: cosa fare quando ci si sente sbagliati?

Perchè odiare se stessi?

odiare se stessi

Odiare se stessi si può definire come uno stato d’animo opposto all’amare se stessi. Si detesta ogni porzione del corpo sia per come appare ma anche dal punto di vista caratteriale. Si ha un’avversione forte verso i propri atteggiamenti, ci si oppone al personale modo di essere ma anche a delle caratteristiche che descrivono un gruppo sociale, come il colore della pelle, l’orientamento sessuale o le tradizioni della famiglia a cui si appartiene. Odiare se stessi è una problematica da non sottovalutare, ma da affrontare e risolvere in modo proficuo per migliorare la propria vita.

“Si odiano gli altri perché si odia sé stessi.”

Cesare Pavese

Cosa porta a odiare se stessi?

odiare se stessi

Molto spesso odiare se stessi dipende da stimoli esterni percepiti in modo estremo. Questi possono venire dalla medesima famiglia ma, più spesso, sono canoni stabiliti dalla società intera che ci arrivano tramite i mass media, come la televisione ma anche la stampa e internet.

Sono anche le persone che ci circondano che possono plasmare le nostre menti, si parla di: amici, compagni di scuola o colleghi di lavoro. Sentirsi biasimare per il carattere, ad esempio per una timidezza accentuata, o per l’aspetto fisico, come qualche chilo di troppo, può essere la causa che ci induce a pensare che siamo sbagliati e innesca il meccanismo di odiare se stessi

È come una goccia che tutti i giorni cade sullo stesso punto, prima o poi inizierà a scalfire la superficie. Se quotidianamente sentiamo messaggi che ci portano verso un determinato modo di essere e vediamo che noi siamo differenti, prima o poi entrerà nella nostra mente l’idea che siamo sbagliati.

“È uno de’ vantaggi di questo mondo, quello di poter odiare ed esser odiati, senza conoscersi.”

Alessandro Manzoni

Odiare se stessi.. ma chi sono i più colpiti?

Odiare se stessi

Odiare se stessi è un atteggiamento che spesso nasce durante l’adolescenza quando il corpo e la mentalità iniziano a cambiare, ci si interessa di più dei rapporti con gli altri e anche delle opinioni degli amici, questi due fattori possono indurre a rifiutare il modo in cui si è. Se tale conflitto rimane irrisolto il disprezzo verso se stessi si può trascinare per tutta la vita.

Odiare se stessi è un modo di pensare che appare più di sovente in persone che hanno una scarsa autostima, che credono poco nelle proprie possibilità e che spesso sono depresse. Soggetti apatici e poco motivati possono più facilmente non piacersi e, allo stesso modo, non cercare alcuna soluzione a questo stato mentale tormentato.

Consiglio

Come avrai intuito buona parte del discorso è dentro di te, aumentare la tua autostima sarà quindi il primo passo per non odiarti. Ti suggerisco a tal proposito “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden. Si tratta del risultato di una vita di pratica clinica e di ricerche. Il libro dimostra l’importanza della stima di sé per la nostra salute psicologica, i successi personali, la felicità e le relazioni positive. Branden definisce i sei pilastri dell’autostima, quali il vivere consapevolmente, l’accettazione, la responsabilità e la sicurezza di sé, il porsi degli scopi e l’integrità personale.

Accettarsi è la soluzione

Odiare se stessi

La soluzione all’odiare se stessi è quella di accettarsi, credere in se stessi. Sembrerebbe una frase fatta, quasi un’utopia ma è davvero questa l’unica cura efficace. 

Il tormento interiore aumenta se si giunge all’idea di odiare se stessi perché non si rispettano i canoni imposti dall’esterno provenienti da un modo di pensare che tutti ritengono normale. Infatti molto spesso è impossibile essere come ci vogliono gli altri, per l’aspetto estetico si potrebbe usare la chirurgia plastica, ma questa è costosa e ha dei limiti. Per quanto riguarda il carattere, invece, si può fare ben poco, si può provare a smussare qualche angolo, ma non ci si può stravolgere completamente. 

Ciò permette di capire che la strada da percorrere per amare se stessi è accettarsi, non fossilizzarsi sui chili di troppo, sull’asimmetria delle orecchie, su un po’ di cellulite, ma esprimere ciò che davvero si avverte dentro, valorizzando i propri pregi e non disprezzando eccessivamente i difetti.

Conclusione

Conclusione

L’odiare se stessi come abbiamo visto è fortemente legato oltre che da noi stessi dalle persone che ci circondano, che ci giudicano e talvolta ci tediano con i loro problemi. Nella tua crescita personale, devi sempre far molta attenzione a cosa ti arriva da dentro, molto l’essenziale è invisibile agli occhi. Credere in noi stessi è fondamentale, cambia completamente il tuo punto di vista e questo fa aumentare fortemente la tua autostima.

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Capacità e competenze relazionali nel tuo CV

Capacità e competenze relazionali nel tuo CV

Per avere un buon CV descrivi bene le tue capacità e competenze relazionali

Capacità e competenze relazionali

Le capacità e le competenze relazionali sono una porzione importante e del tuo Curriculum Vitae (CV) che non devi mai prendere sottogamba. Infatti i selezionatori, oltre che le esperienze lavorative che hai avuto, prendono molto in considerazione anche il modo in cui ti relazioni con gli altri, per capire se in un determinato ambiente riuscirai o meno a valorizzare il tuo potenziale. La maggior parte dei lavori, infatti, si svolge a contatto con altre persone, queste possono essere colleghi ma anche potenziali clienti, ecco perché riuscire a descrivere bene le proprie capacità e competenze relazionali è fondamentale per ottenere un lavoro. Inoltre è fondamentale capire come superare aspetti come la timidezza, la sicurezza di se stessi, se questa è una delle tue “magagne” qui trovi come risolverla : Come superare la timidezza: 4 consigli infallibili

“Se il denaro è la tua speranza per l’indipendenza, non ne avrai mai. La sola vera sicurezza che un uomo può avere a questo mondo è una scorta di conoscenza, esperienza e capacità.”

HENRY FORD

Cosa sono le capacità e competenze relazionali?

Capacità e competenze relazionali

Il termine capacità indica un’abilità che non si apprende per forza a scuola, ma può essere imparata pure con pratica. Le competenze, invece, indicano un’elevata padronanza di un certo campo, si tratta del passo successivo all’acquisizione di un concetto, si attuano quando c’è una rielaborazione personale e un utilizzo intelligente di ciò che si è appreso.

Le capacità e le competenze relazionali, quindi, comprendono tutto ciò che ci può essere utile in qualsiasi lavoro, infatti sono anche definite abilità trasversali o soft skills. 

Alcuni esempi sono:

  • relazionarsi in modo proficuo con i colleghi, ascoltando consigli e ponendo domande;
  • interagire appropriatamente con i clienti, in modo professionale e cordiale;
  • avere un atteggiamento propositivo di fronte a differenti situazioni che possono presentarsi in ufficio.

“Chi va contro natura facendo mostra di capacità fittizie e forzando le proprie reali inclinazioni riesce solo a raddoppiare il difetto.”

ERASMO DA ROTTERDAM

Consiglio

In merito alle Capacità e competenze relazionali il testo che fa al caso tuo è sicuramente “Intelligenza emotiva” scritto da Daniel Goleman. L’autore con il suo lavoro, ha messo a fuoco l’importanza delle componenti emotive anche nelle funzioni più razionali del pensiero. Perché persone assunte sulla base dei classici test d’intelligenza si possono rivelare inadatte al loro lavoro? Perché un quoziente intellettivo altissimo non mette al riparo da grandi fallimenti, come la crisi di un matrimonio? Con una scrittura accattivante e scorrevole, Goleman ci mostra la via per ottenere sempre il massimo da noi stessi. Eccone qui un piccolo estratto Kindle :

Quali sono le capacità e competenze relazionali più apprezzate dai recruiter?

Capacità e competenze relazionali

Le capacità e le competenze relazionali più apprezzate negli ambiti lavorativi, che dovresti citare nel tuo CV, sono:

  • capacità di lavorare in team, cioè fare squadra con altri dipartimenti che sono nel tuo medesimo ufficio in modo pro-attivo, ascoltando attivamente ma anche proponendo idee;
  • attuare il problem solving, trovare autonomamente una soluzione a piccoli o grandi problemi che possono presentarsi, senza per forza disturbare il lavoro altrui;
  • operare per obiettivi, quindi motivarsi a raggiungere performance sempre migliori mettendosi in gioco e migliorandosi;
  • resistere allo stress e alla pressione che a volte ci sono soprattutto in vista di alcune scadenze. Farsi prendere dal panico quando il lavoro deve essere intensificato non serve a nulla; impara a resistere alle provocazioni.
  • precisione e attenzione ai dettagli che permettono di evitare gli errori e di fare un lavoro certosino;
  • multitasking, riuscire a portare avanti più mansioni, anche molto differenti;
  • capacità di adattamento, fondamentale soprattutto se si tratta di un lavoro che non ha una sede fissa.

Come descrivere le proprie?

Capacità e competenze relazionali

Non è semplice descrivere le proprie capacità e competenze relazionali in quanto non c’è un attestato o un diploma che le dimostri. Per far capire al recruiter che ciò che si dichiara sul CV sia proprio la realtà bisogna essere quanto più specifici possibile. Inserire frasi fatte, che appaiono sulle carriere lavorative di milioni di candidati è inutile, in questo caso distinguersi è ciò che può fare la differenza. 

Non limitarti a fare un elenco delle tue soft skill ma aggiungi qualche una piccola descrizione che le connota meglio, sto parlando di citare le situazioni in cui le hai apprese. Ad esempio vicino a “capacità a lavorare sotto stress” potresti aggiungere “appresa durante la partecipazione alla raccolta fondi dell’associazione dove sono volontario”. Questa piccola frase, oltre che far comprendere che si padroneggiano bene quelle abilità, dà personalità al tuo CV e rende note alcune attitudini che non sono desumibili dai tuoi studi e dalla carriera lavorativa. Un’altra dote che può sembrar banale ma è vista in maniera molto positiva fra le capacità e competenze relazionali è quella dell’ascolto attivo, che ti invito ad approfondire qui:L’ascolto attivo migliora la tua comunicazione con gli altri

Conclusione

Conclusione

In questo articolo abbiamo analizzato quali sono le le capacità e competenze relazionali più apprezzate dai recruiter. Concentrati quindi nell’approfondire le tematiche sopra elencate fra cui, ascolto attivo, raggiungimento di obiettivi in modo strutturato, problem solving, come resistere alle provocazioni, etc. Questo ti farà sicuramente aver maggior probabilità di successo sia in fase di colloqui ma più in generale nella tua vita e nella tua crescita personale.

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