La Meditazione di Hayez – Ecco tutti i segreti..
Pubblicato il Ottobre 5, 2022
La Meditazione di Hayez

La Meditazione di Hayez ha recentemente stuzzicato la mia curiosità, spingendomi ad approfondire la storia del celebre pittore tricolore. Conosciuto per il fortunatoIl bacio” stampato sulle pagine di tutti i libri di scuola, l’artista veneziano è divenuto l’icona del Risorgimento italiano, racchiudendo nelle proprie tele i sentimenti e i valori dell’uomo di fine XIX secolo.

In questo articolo su So di Non Sapere voglio provare a vestire i panni di un critico d’arte proponendoti la mia personale lettura del quadro. Non dimenticare di lasciare un commento qui sotto per farmi conoscere il tuo punto di vista: non vedo l’ora di leggere le tue idee!

Il significato de La Meditazione di Hayez – Analisi dell’opera

La Meditazione di Hayez

La Meditazione di Hayez è anche nota col titolo L’Italia del 1848. L’intento dell’artista è ovviamente orientato all’esaltazione politica dello Stivale: proprio come ne Il bacio, l’allegoria del quadro si focalizza sulla figura di una donna dall’aria malinconica che, seduta su una sedia, offre il seno nudo ai propri figli – gli italiani, per l’appunto. Tra le mani, la protagonista dell’opera stringe una croce e un libro intitolato “Storia d’Italia”.

Costei incarna dunque la libertà allo stesso modo della figura femminile de La libertà che guida il popolo di Delacroix. Tuttavia, l’iconografa de La Meditazione di Hayez non è né attiva né bellicosa, bensì riflessiva e apparentemente preoccupata. E così, il pittore veneziano si sforza di fornire un volto al sentimento degli italiani: inquieti e incerti sulla strada da percorrere, ma ugualmente votati ai valori nobili della pace e della libertà.

La Meditazione di Hayez è l’importanza della libertà

La Meditazione di Hayez

L’opera del maestro è più moderna che mai. In un periodo storico in cui produttività e capitalismo fanno da padroni, rendendo le nostre routine quotidiane sempre più dinamiche e stressanti, la Meditazione di Hayez ci ricorda che l’infelicità e la malinconia possono essere affrontate in maniera empatica.

In un passato che ormai ci sembra lontanissimo, l’Italia non era affatto unita; al giorno d’oggi, la globalizzazione delle nostre vite ha fortunatamente ridimensionato la lontananza dei confini, fornendoci strumenti digitali mediante cui restare in contatto col resto del mondo. Un mondo tristemente occupato da guerre e ingiustizie di fronte alle quali ci sentiamo soli e impotenti.

Al contempo, la protagonista dell’opera ci spinge a riflettere su una verità troppo spesso dimenticata: uomini e donne prima di noi hanno dato la propria vita per affermare il diritto d’indipendenza e di libertà di cui godiamo al giorno d’oggi.

Una libertà che non si ottiene combattendo in prima persona, bensì ricordando chi ha lottato in passato per affermare valori con la V maiuscola. Dopotutto, secondo l’artista, finché ci sarà qualcuno disposto a tenere a mente il sacrificio dei nostri antenati, quelli stessi sacrifici non si riveleranno mai futili.

È proprio questa, a mio avviso, la potenza espressiva de La Meditazione di Hayez.

Hayez ed altre opere del pittore

La Meditazione di Hayez

La scoperta de La Meditazione di Hayez è stato il punto di partenza da cui riflettere sul tema della libertà individuale e collettiva, sull’importanza di seguire i nostri obiettivi e trovare una strada coerente alle nostre attitudini individuali.

A tal proposito, ti suggerisco di approfondire l’arte tricolore con la lettura de Il mito di Venezia, da Hayez alla Biennale di Elisabetta Chiodini: un percorso artistico che ti permetterà di conoscere più a fondo la visione e il talento dei grandi pittori dell’Ottocento con un occhio di riguardo alla tradizione veneta.

La Meditazione di Hayez

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Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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