Che cos’è la felicità? Un viaggio tra filosofia, scienza ed emozioni
Pubblicato il Gennaio 29, 2023
Che cos’è la felicità

Mio caro lettore, se ti chiedessi che cos’è la felicità, cosa mi risponderesti? Perché a prestare ascolto alle persone che ci circondano in ufficio, in università o tra gli scaffali del supermercato, viene quasi da pensare che la felicità sia una vetta irraggiungibile; uno stato emotivo ostacolato dai piccoli-grandi incidenti di percorso della quotidianità.

Qualche esempio?

«Vorrei essere felice, ma ho un lavoro precario…» – dice qualcuno.

«Potrei essere più soddisfatto di me stesso, ma non ho ancora trovato l’amore della mia vita!» – fa eco qualcun altro.

«Vorrei tanto sentirmi al settimo cielo – ma sai – prima la pandemia, poi la guerra in Ucraina, quindi il caro bollette. Questa vita sta diventando un inferno!» – chiosano i più.

La verità – come spesso accade – sta nel mezzo: trovare una definizione del termine felicità significa fare i conti con frammenti della nostra personalità di cui, molto spesso, siamo all’oscuro. Eppure, chiederci che cos’è la felicità e quali sono le azioni in nostro potere per raggiungerla è la domanda delle domande, il quesito esistenziale di cui abbiamo bisogno per scoprire chi siamo.

In quest’articolo più lungo e ricco del solito, voglio riassumere le opinioni e le riflessioni personali maturate a seguito della lettura di La felicità sul comodino – Piccoli segreti per vivere meglio ogni giorno di Alberto Simone: un manualetto scorrevole e illuminante che ti consentirà di scoprire la tua personalissima ricetta del buonumore.

che cos’è la felicità

Curioso di saperne di più?

Ti auguro una buona lettura e ti invito a svolgere con l’aiuto di carta e penna i brevi esercizi pro-felicità contenuti nei prossimi paragrafi.

Che cos’è la felicità? – Una parola dai mille significati

che cos’è la felicità

Per molti, è un aperitivo con il proprio gruppo di amici tra le vie del centro città. Per altri, è un romanzo fantasy da leggere tutto d’un fiato durante una burrascosa serata d’inverno. Per altri ancora, è il rumore delle risa dei bimbi che giocano con le costruzioni, nell’altra stanza. Infine, per tantissimi di noi è un intervallo tra due istanti di noia, frustrazione e insoddisfazione. Eppure, per scoprire che cos’è la felicità dobbiamo abbandonare i dogmi della vita quotidiana e pensare più in grande, per astrazione.

Personalmente, se mi chiedessi di fornirti una definizione del termine in questione, ti risponderei: la felicità è il privilegio di vivere attimi di bellezza straordinari da soli o in compagnia delle persone più importanti della nostra vita.

Istanti di sorpresa, di gioia, di perfezione, di commozione, di divertimento e di altruismo che interrompono il tran-tran della routine e ci consentono di ricaricare le batterie della mente e delle emozioni.

(A proposito, prima di proseguire con la lettura, lascia un commento qui sotto e condividi con la community di So di Non Sapere la tua personalissima definizione di che cos’è la felicità). Non vedo l’ora di leggere il tuo punto di vista sulla questione.

Torniamo a noi: la felicità è quindi una sensazione straordinaria, extra-ordinaria. Un’esperienza esistenziale che esula dalla routine e dalle sue regole stringenti, per proiettarci in direzione di un orizzonte di appagamento, di cambiamento interiore e di raggiungimento dei grandi obiettivi prefissati.

La domanda sorge, dunque, spontanea: sarà davvero così?

Che cos’è la felicità? – Risponde la scienza

che cos’è la felicità

Partiamo dalla fine: le ricerche condotte a partire dalla seconda metà del Novecento, hanno ricondotto l’attenzione degli studiosi su un aspetto di primaria importanza: alcuni individui hanno la «fortuna» di nascere con un’immediata e spontanea predisposizione al raggiungimento della felicità, mentre altri sono chiamati ad allenare gli equilibri biochimici dell’organismo per essere invasi dal benessere che ne consegue.

Insomma, se i nostri antenati – alla domanda: «che cos’è la felicità?» – preferivano rispondere chiamando in causa filosofi, letterati, artisti, poeti e uomini di chiesa, al giorno d’oggi abbiamo a nostra disposizione un ricco bagaglio di conoscenze correlato agli equilibri psicofisici del corpo e della mente. Mediante un approccio nativamente psicologico, i ricercatori dell’Università di Edimburgo hanno mosso sulle pagine del Journal of Psychological Science l’ipotesi secondo la quale la felicità sarebbe correlata alla presenza (o meno) di alcuni tratti della personalità umana. Dati alla mano, le persone propense per natura al buonumore sarebbero quelle dotate di una predisposizione mentale aperta, curiosa, ottimista ed empatica.

Ad ogni modo, e parlo con gli introversi DOC all’ascolto, non tutto è perduto.

I progressi medico-scientifici effettuati nell’ambito di ricerca della genomica hanno spinto i ricercatori a mettersi sulle tracce di una predisposizione alla felicità inscritta nel DNA nostro e dei nostri antenati.

I primi, straordinari risultati vennero raggiunti soltanto nel 2016, quando i ricercatori della Vrije University di Amsterdam riconobbero tre varianti genetiche dominanti a sostegno della tesi. In altri termini, è assai probabile che l’attitudine alla contentezza sia biologica, cioè contenuta nel nostro bagaglio genetico alla nascita.

Altrettanto interessante è lo studio olandese che – coinvolgendo oltre 300.000 partecipanti di sesso, età ed etnie differenti – ha rinvenuto la presenza di geni iper-reattivi nel sistema nervoso centrale, così come nel pancreas e nelle ghiandole surrenali. Questi ultimi sarebbero responsabili del nostro stato di appagamento e di soddisfazione personale.

Insomma, mentre scrivo quest’articolo, possiamo dimostrare con assoluta certezza che il DNA umano influisce sulla felicità percepita dagli individui per una percentuale compresa tra il 40% e il 50%. Ad ogni modo, esistono tantissimi elementi epigenetici (oppure extragenetici) che sono in grado di determinare il nostro grado di benessere in itinere, giorno dopo giorno.

Interessante, no?

Per approfondire quest’aspetto, metti le mani su La scienza della felicità – Introduzione alla psicologia positiva di Ilona Boniwell.

che cos’è la felicità

Perché ci interessa tanto scoprire che cos’è la felicità?

che cos’è la felicità

È la domanda da un milione di dollari: perché siamo da sempre ossessionati dall’idea di scoprire l’elisir della felicità? Per citare le parole di Bruno Rossi, autore di Pedagogia della felicità – edito da Franco Angeli e che ti consiglio di aggiungere alla tua libreria personale: “[la felicità] è cosa di questo mondo, non un altrove rispetto all’esistenza quotidiana. Sebbene deperibile e perdibile, è un bene conseguibile e migliorabile, anche in maniera durevole. Nonostante molte esistenze siano costellate di non pochi dolori anche profondi e prolungati, la felicità è sempre possibile. Si può vivere la felicità. Si può essere sempre più felici. Più si riesce a essere felici e più lo si può divenire”.

Sembra proprio che il nostro spiccato interesse in merito a che cos’è la felicità derivi dall’esigenza di comprenderne i meccanismi per integrarla alla quotidianità. Una quotidianità che, di tanto in tanto, si rivela soffocante, alienante e frustrante. Una routine che, dopo anni di studio o di lavoro, si trasforma in una combinazione di scarsa motivazione e di bassa autostima.

Uscire dal loop è possibile.

che cos’è la felicità

Per riuscire nell’intento, è importante ricordare che la felicità non è assenza di problematicità. Tutt’altro. La felicità risiede nella capacità di superare i piccoli-grandi ostacoli esistenziali con la consapevolezza di avere un mondo di possibilità, di opportunità e di riscatti sempre a portata di mano.

Continua Bruno Rossi: “La felicità è incontrare e attraversare la sofferenza propria e altrui; non è guardarsi allo specchio ma guardare fuori dalla finestra”.

Ed è questa citazione che mi ha fatto riflettere su…

… Che cos’è la felicità? Una questione (anche) di empatia, intelligenza emotiva e relazione con gli altri

che cos’è la felicità

Non fraintendermi, sono il primo che trae piacere dalla possibilità di trascorrere del tempo di qualità con me stesso, nel silenzio del mio appartamento.

Ad ogni modo, se sei un habitué su So di Non Sapere, saprai meglio di me che la solitudine può trasformarsi nella nostra più fedele alleata di miglioramento e di trasformazione personale.

Eppure, c’è un però: è inutile negare che la felicità con la F maiuscola si ottiene nella misura in cui sentiamo di essere parte attiva di una comunità.

È impensabile definire un percorso di gioia e di appagamento individuale che prescinde al 100% da ciò che accade nel mondo «là fuori». L’universo di idee, di emozioni, di paure e di speranze che custodiamo dentro di noi detiene un legame indissolubile con gli individui che incontriamo nel corso della quotidianità e che, in parte, ci influenzano (volente o nolente).

Ecco svelato il motivo per cui, di frequente, dedichiamo tantissime energie cognitive alla ricerca di relazioni interpersonali che ci facciano sentire pieni, compresi e apprezzati dai nostri interlocutori. Non si tratta di essere insicuri, fragili o alla mercè del giudizio altrui. Si tratta del bisogno di costruire la nostra identità e la nostra personalissima formula della felicità in accordo agli accadimenti più o meno rivoluzionari che la vita ci pone davanti.

E allora, dopo aver concluso la lettura del mio intervento su che cos’è la felicità, ti consiglio caldamente di leggere il mio articolo sulla comunicazione efficace (verbale e non verbale) per scoprire in che modo il carisma, l’autostima o la fiducia che nutriamo in noi stessi sia legata, a doppio filo, al tema del benessere e dell’appagamento personale.

Per capire che cos’è la felicità è importante fare i conti con la sofferenza

che cos’è la felicità

Credo non sia possibile definire che cos’è la felicità senza prima interrogarci sulla natura della tristezza, del dolore e della sensazione di mancanza che si agita dentro di noi. Ebbene, l’essere umano tende a operare una netta distinzione tra un «Io» e un «non-Io». Quello di cui facciamo esperienza è comunemente definito «nostro», così come lo sono il tempo e le energie che ci appartengono.

E sebbene siamo consapevoli del fatto che ognuno di noi osservi la realtà in maniera diversa, ci ostiniamo a vivere in «mondi paralleli», incapaci di comunicare.

Ne deriva che il primo ostacolo da superare riguarda proprio questo: il riconoscimento del fatto che ogni avvenimento esistenziale sia il frutto di uno stato mentale interno. Quello che sto cercando di dirti è che siamo proprio noi – con il nostro background, i pregiudizi, le opinioni e le aspettative del passato – a creare nella mente il presupposto per la felicità o per l’infelicità.

Il cervello è una macchina potentissima.

Tutte le volte in cui crediamo che il mondo sia nostro nemico, dovremmo compiere un passo indietro, fare un bel respiro profondo (o, magari, una breve sessione di Mindfulness) e scoprire che siamo noi, con il potere delle percezioni psichiche, a plasmare la realtà in quel modo.

Nella misura in cui comprenderemo questo semplice meccanismo cerebrale, avremo la possibilità di liberarci dei nemici illusori che ci impediscono di procedere a testa alta in direzione della strada che conduce alla felicità. Impara a dire di no all’auto-sabotaggio.

E allora, a poco a poco, anche la realtà che ci circonda sarà influenzata dalla visione ottimista maturata nelle profondità del nostro mondo interiore, e ci permetterà di diventare i protagonisti indiscussi sul palcoscenico della nostra vita.

Tieni bene a mente la regola aurea che ti consentirà di scoprire che cos’è la felicità un passo alla volta: non hai il potere di modificare gli eventi spiacevoli che accadono «fuori di te», nel turbinio del mondo esterno, ma hai la possibilità di avere il pieno controllo sull’atteggiamento mentale ed emotivo con cui li affronti dentro di te.

Che cos’è la felicità in relazione alla solitudine e al timore di non essere all’altezza?

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Da quando ho aperto il blog di So di Non Sapere per condividere le migliori perle di self-help e di cambiamento personale con un pubblico di avidissimi lettori, mi capita di interfacciarmi di frequente al tema della solitudine. In una società fluida, caotica e in costante mutamento come la nostra, molto spesso le persone patiscono il dolore dell’isolamento, convinte di non trovare una persona con cui condividere il resto della loro esistenza.

Ebbene, indipendentemente dal fatto che tu sia ancora provato emotivamente da un amore finito, oppure sia pronto per dedicare anima e corpo a una relazione con la R maiuscola, tieni bene a mente i consigli desunti dalla millenaria saggezza d’Oriente: l’unico modo per dire bye bye al senso di smarrimento e di negatività che ci pervade consiste nell’invocare gioia e serenità nelle nostre vite.

Soltanto così saremo in grado di attirare individui positivi e ottimisti, capaci di arricchirci nel profondo. Dopotutto, nessuno ama trascorrere del tempo in compagnia di un insoddisfatto cronico alla ricerca di una felicità illusoria e transitoria, giusto?

E allora, abbi il coraggio di deporre le armi e non combattere la solitudine che credi essere tua nemica. Quest’ultima ha il privilegio di concederci tempo (di qualità) da trascorrere con noi stessi. Potremmo scrivere i nostri pensieri su un diario personale, scoprire il piacere (e i benefici) della lettura, sperimentare hobby e sport, realizzare sogni da tempo lasciati a impolverare nel cassetto, nonché coltivare le amicizie speciali su cui possiamo fare affidamento. Sempre.

Innamorandoci della solitudine e di quel che non ci aggrada, rafforzeremo il corpo e lo spirito. Con un po’ di impegno, ci circonderemo di chi – proprio come noi – è alla ricerca di un cambiamento rivoluzionario, intimo e… da condividere con altre persone speciali!

Trovare il coraggio di capire che cos’è la felicità grazie al potere dell’azione

che cos’è la felicità

Nel paragrafo precedente ti ho parlato di sogni, di aspirazioni e di progetti che desideri realizzare da lungo tempo. Potrebbe trattarsi di una promozione lavorativa, di una facoltà universitaria che credi possa fare al caso tuo, di un viaggio in Oriente zaino in spalla, oppure di un trasferimento in un’altra città con l’intento di ricominciare da zero.

Indipendentemente dalle idee che ti frullano per la testa, tieni bene a mente che fantasticare troppo – senza mai agire – non è affatto salutare. I tuoi sogni resteranno delle semplici chimere se non t’impegnerai in attività concrete indirizzate alla loro realizzazione. Ed è questo il motivo per cui ti consiglio caldamente di scoprire il potere terapeutico della visualizzazione creativa: ritagliati dieci minuti del tuo tempo in un ambiente silenzioso e familiare per riflettere sui primi step che devi compiere in direzione della tua felicità concreta, anzi, concretissima.

Dopo aver delineato il percorso di cambiamento nella tua mente, agisci. Immediatamente.

Non permettere che le aspettative lascino spazio a nervosismo, rabbia repressa, depressione e senso di insoddisfazione via via crescente. Dopo aver caricato la tua mente con un meccanismo a molla, scarica l’energia sotto forma di azione. Alzati dal divano, scrivi su un foglio di carta la to-do-list che conduce al successo e suddividi il percorso di cambiamento in micro-obiettivi sfidanti e raggiungibili.

Vittoria dopo vittoria, miglioramento dopo miglioramento, riuscirai a comprendere che cos’è la felicità per te. Il risultato? Ti trasformerai in un individuo emotivamente ed energicamente più forte, in grado di tagliare i traguardi che si profilano all’orizzonte.

Conclusioni

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Mi auguro che la mia breve panoramica informativa sul tema della felicità ti abbia incuriosito e ti sia stata d’aiuto per trovare la voglia di uscire dalle sabbie mobili della tua esistenza.

Se così fosse, ricorda di dare un’occhiata a un manuale che mi sta particolarmente a cuore: Il vantaggio della felicità – I sette principi della psicologia positiva che alimentano il successo e le performance di Achor Shawn. L’assunto di base del best-seller? “Non sei felice perché hai successo, hai successo perché sei felice”.

Non potrei che essere più d’accordo.

Infine, ti invito anche a iscriverti alla newsletter di So di Non Sapere per non perderti altri contenuti sul tema del miglioramento personale e del cambiamento interiore.

Ci sono molte novità in arrivo, e non vedo l’ora di condividerle con i membri più affezionati della mia community.

E per te, che cos’è la felicità?

Alla prossima,

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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