Emozioni primarie: cosa sono e perché è importante conoscerle

Emozioni primarie: cosa sono e perché è importante conoscerle

Emozioni primarie da dove tutto nasce.

emozioni primarie

Le emozioni primarie sono alla base dei nostri comportamenti, sono quelle che ci permettono di sopravvivere e superare le difficoltà che ci si presentano davanti, ecco perché è fondamentale conoscerle. Sapere cosa c’è alla base di ciò che proviamo, inoltre, in alcune circostanze, ci aiuta a capire perché ci comportiamo in un determinato modo e questo, di concerto, fornisce più fiducia in noi stessi. Quindi se questo argomento stuzzica la tua curiosità non procrastinare oltre e continua nella lettura di questo articolo per conoscere qualche informazione in più sulle emozioni primarie.

“Reprimere le proprie emozioni è come avere una bomba a orologeria nel corpo.”

EMANUELA BREDA

Cos’è un’emozione?

emozioni primarie

Un’emozione è la risposta del nostro corpo a uno stimolo. Si generano esclusivamente in seguito a un evento che può accadere sia fuori che dentro di noi (molte volte l’essenziale è invisibile agli occhi ), sto parlando di un ricordo, un pensiero, un incontro, una notizia appresa da un amico, ecc. La scintilla che crea un’emozione è molto varia, questa, quando viene innescata, cresce fino a raggiungere un picco e poi pian piano si affievolisce. Nel periodo in cui viviamo tale sensazione il nostro organismo subisce dei cambiamenti fisici; si modifica: il battito del cuore, il valore della pressione arteriosa, la secrezione di ormonali e tanto altro.

Per approfondire meglio queste tematiche è opportuno usare i termini corretti, occorre capire che sentimenti ed emozioni non sono sinonimi. Infatti i primi sono dei comportamenti che abbiamo appreso in seguito a varie situazioni che hanno segnato la nostra vita e i secondo solo delle modificazioni momentanee.

Ti faccio un esempio: l’amore è un sentimento perché si costruisce nel tempo, rimane tale anche se si è in collera con una persona, non devi quindi confonderlo con il desiderio o la passione che sono emozioni.

“L’emozione sorge laddove corpo e mente si incontrano.”

ECKHART TOLLE

Consiglio

La citazione appena letta è contenuta nel libro “Il potere di adesso. Una guida all’illuminazione spirituale” di Eckhart Tolle. In questo testo l’autore ci conduce in un un viaggio stimolante e straordinario alla scoperta del potere di adesso, per scoprire che possiamo trovare la via d’uscita al dolore lasciandoci andare al presente, senza più restare ancorati al passato o proiettati verso le preoccupazioni sul futuro. Per intraprendere il viaggio ne “Il Potere di Adesso” abbiamo bisogno di lasciare da parte la nostra mente ed il falso sé che questa ha creato: l’ego. Ti consiglio la lettura, qui sotto trovi un piccolo estratto

Quali sono le emozioni primarie?

emozioni primarie

Lei emozioni primarie si chiamano così perché sono quelle base, presenti sia nell’uomo che negli animali. Dalla combinazione di queste si generano quelle secondarie, tipiche della specie umana. 

Le emozioni primarie sono le seguenti:

  1. paura, si attiva quando ci sentiamo in pericolo;
  2. rabbia, si accende quando ci sentiamo minacciati;
  3. tristezza, si manifesta se non riusciamo a ottenere ciò che vogliamo;
  4. gioia è un intenso senso di appagamento;
  5. sorpresa è la reazione a qualcosa di inaspettato;
  6. disgusto, spesso appare quando percepiamo con i nostri sensi qualcosa che non ci piace.

Perché è importante conoscere le emozioni primarie?

emozioni primarie

Le emozioni primarie, oltre a creare un cambiamento nel nostro fisico e nella nostra mente, si manifestano anche con specifiche espressioni facciali o con modificazioni della posizione del nostro corpo. Il linguaggio del corpo è un aspetto da tener sempre in considerazione, sia per l’interpretare le proprie emozioni primarie ma anche quelle altrui. Ad esempio se abbiamo paura istintivamente ci ritraiamo e scappiamo. Queste sono innate, si accendono una per volta e si manifestano tutte completamente nell’arco dei primi due anni. 

Le emozioni primarie sono fondamentali per la sopravvivenza di una persona, la proteggono da ciò che potrebbe essere potenzialmente un pericolo e la fanno avvicinare, invece, a tutto ciò che dà felicità o gioia. Quindi devi comprendere che è normale provare sensazioni negative, come paura, rabbia o tristezza, queste non devono essere considerate come un limite ma piuttosto come un vantaggio da sfruttare per capire quale strada prendere.

Inoltre senza le emozioni primarie non si potrebbero avere quelle secondarie, indispensabili per la socialità cioè per avere un confronto positivo con gli altri, indispensabile per affermarsi e crescere. 

Conclusione

Conclusione

Hai quindi capito cosa sono le emozioni primarie. Come avrei ben intuito saperle interpretare è fondamentale, questo vale sia per le proprie, sia per quelle delle persone che ti circondano. Questo ti aiuterà ad affrontare al meglio ogni tua situazione, aumentando la tua autostima e sicurezza in te stesso/a. A mio avviso, saper “leggere le emozioni è un “must” nel percorso della crescita personale, molte volte saper valutare il linguaggio del corpo ti potrà dare un vantaggio molto importante.

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Come mantenere la calma in ogni situazione

Come mantenere la calma in ogni situazione

Come mantenere la calma quando perdiamo il controllo

Come mantenere la calma

Sapere come mantenere la calma anche quando fuori e dentro di noi c’è un turbinio di emozioni potrebbe essere la scelta vincente per dare il massimo in ogni situazione. Riuscire a riacquistare un po’ di pace interiore è senza dubbio una competenza che può tornare utile in vari momenti della vita. Infatti succede spesso di essere travolti da impeti incontrollabili causati da fattori esterni, ad esempio provocazioni mosse da colleghi di lavoro. Altrettanto di sovente, però, siamo noi stessi che ci poniamo ostacoli creando problemi che sembrano davvero insormontabili. Leggendo questo articolo scoprirai come mantenere la calma anche in quelle situazioni che appaiono davvero difficili da affrontare.

“Impara ad essere calmo e sarai sempre felice.”

Paramahansa Yogananda

Come mantenere la calma quando nel nostro corpo c’è un forte stress?

Come mantenere la calma

La nostra mente è una sorta di computer molto avanzato, a volte possiamo pensare che funzioni male perché sembra metterci i bastoni tra le ruote, ma occorre sapere che ogni stimolo che ci fornisce ha un senso. Può capitare, infatti, di essere investiti da emozioni negative, come rabbia, panico e angoscia, queste sono emozioni primarie, e possono ostacolarci nelle nostre attività tanto che siamo spinti a chiederci come mantenere la calma

Se si tratta di stati d’animo passeggeri questi non sono negativi anzi ci permettono di dare di più. Il nostro corpo è all’erta non solo mentalmente ma anche fisicamente, ad esempio aumentando i battiti cardiaci; ciò permette di affrontare con uno sprint maggiore un momento difficile della vita.

Nel caso in cui tale situazione, però, si presenti quotidianamente, anche quando in realtà non c’è nessun ostacolo difficile da superare, è opportuno conoscere delle metodologie per sapere come mantenere la calma. Infatti un atteggiamento del genere, a lungo andare, potrebbe portare, invece che al miglioramento di una performance, a un calo delle prestazioni e a un sicuro fallimento. 

“Tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola cosa: dal non sapersene stare tranquilli in una stanza.”

Blaise Pascal

Sapere come mantenere la calma ci aiuta a dare il massimo

Come mantenere la calma

Sapere come mantenere la calma, raggiungere la propria pace interiore, in alcune circostanze, può essere davvero una salvezza, ci permette di riprendere il controllo del nostro corpo e affievolire quei sentimenti che si attivano automaticamente nella mente. Tale situazione crea, a sua volta, delle reazioni a cascata che determinano il rilascio di neurotrasmettitori e ormoni che generano spesso anche un malessere fisico, che può essere d’intralcio al pensiero. 

Quindi venire a conoscenza di tecniche efficaci per sapere come mantenere la calma può essere utile in qualsiasi circostanza. Queste sono indispensabili per riprendere il controllo della propria vita quando le emozioni negative, che ci fanno stare male, hanno preso il sopravvento.

Consiglio

Come avrai capito la meditazione gioca un ruolo fondamentale nell’autocontrollo, la consapevolezza è considerata l’elemento centrale della meditazione buddista, ma la sua essenza è universale e di profonda utilità pratica per tutti. Essenzialmente la consapevolezza è essere sempre vigili e, malgrado sia caratteristico della nostra mente innestare il pilota automatico e perdere il contatto con l’unico momento, quello presente, di cui effettivamente disponiamo per vivere, sentire, crescere, amare, dare forma alle cose o guarire, essa possiede anche l’innata capacità di destarsi al «qui e ora». Jon Kabat-Zinn traccia un percorso semplice per coltivare la consapevolezza nella nostra vita, in questo splendido testo intitolato “Dovunque tu vada ci sei già. In cammino verso la consapevolezza“. Trovi qui sotto un estratto Kindle :

L’autocontrollo si può apprendere

Come mantenere la calma

Ma quindi.. Come mantenere la calma? In pochi passi potrai apprendere quelle che sono le regole fondamentali per ragionare in modo lucido e affrontare al meglio ogni ostacolo nel qui ed ora . Nello specifico puoi:

  • riflettere prima di agire; meglio prendersi un momento per processare lo stimolo ricevuto dall’esterno o dall’interno così da analizzare razionalmente la situazione e arginare l’istinto che, di solito, ci induce a prendere la scelta sbagliata;
  • respirare ritmicamente e regolarmente, facendo entrare l’aria dalle narici e gonfiando prima la pancia e poi il torace; in seguito espellere l’aria completamente, sempre dal naso. Questo respiro è forzato ciò vuol dire che è controllato dalla mente, che deve necessariamente prendersi una pausa dai pensieri che la preoccupano per riuscire ad attuarlo, allo stesso tempo, però, riesce a regolarizzare l’attività dei nostri organi.

La soluzione più efficace per sapere come mantenere la calma è quella di staccare la mente ed evitare di pensare ossessivamente alla fonte della nostra paura, ma se questo non si riesce a fare è opportuno crearsi delle alternative positive. Non pensare sempre che andrà tutto male ma creare delle visioni in cui possiamo farcela.

Conclusione

Conclusione

Cercare di calmarsi soprattutto quando si è in una situazione concitata è tutto tranne che semplice; sia questo provenga dal nostro interno od esterno è fondamentale seguire principalmente le due indicazioni sopra riportate e vedrai che ne gioverai sin da subito per la tua vita di tutti i giorni.Riuscire ad esser in pace con se stessi dovrebbe esser il tuo scopo principale, in questo articolo ti spiego come avvicinarti alla tua pace interiore.Molte volte l’essenziale è invisibile agli occhi e interpretare le proprie emozioni primarie è un cardine fondamentale per la tua crescita personale.

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Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

L’essere umano è un mix sapientemente bilanciato di emozioni, pensieri e progetti futuri. Quante volte sentiamo il desiderio di reagire per cambiare la società che ci circonda? Quanto spesso fronteggiamo momenti di soddisfazione e di dolore che vorremmo avessero un impatto maggiore sulla nostra esistenza e su quella degli altri? “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” – diceva Mahatma Gandhi per esortare le persone ad agire. In questo breve articolo, voglio condividere delle strategie concrete per riuscire nell’intento: cambiare te stesso per cambiare il mondo, passo dopo passo.

“Sii il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo.”

Mahatma Gandhi

“Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo” – Quattro chiacchiere sul concetto di trasformazione

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Cambiamento. La parola è diventata il must di qualsiasi campagna di comunicazione: in politica, al lavoro, nel settore della tecnologia, della scienza e dell’educazione. Cambiare lo stato in cui versano le nostre abitudini sembra essere un’opportunità positiva. Il problema? Molto spesso, finiamo per subire le trasformazioni della società – che non sono mai state tanto rapide come in quest’epoca storica – senza agire realmente. Quando Mahatma Gandhi condivise la sua celebre esortazione sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo, intendeva smuovere la coscienza dei singoli individui. Non basta attendere la rivoluzione con le braccia conserte (magari postando qualche commento “pro” o “contro” sui social network): è necessario essere cambiamento.

“Il più grande spreco nel mondo è la differenza tra ciò che siamo e ciò che potremmo diventare.”

Ben Herbster

Tre tecniche da utilizzare fin da subito

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

La domanda sorge spontanea: ci sono attività pratiche e tangibili con cui realizzare l’esortazione gandhiana sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo?”.Voglio suggerirti 3 tecniche da applicare fin da subito per riuscire nell’intento. Curioso di saperne di più?

  1. La visualizzazione è il punto di partenza da cui diventare la versione migliore di noi stessi. Se vuoi modificare te stesso e il mondo che ti circonda, non basta pensare «desidero che il mio quartiere venga riqualificato» oppure «vorrei combattere il fenomeno dell’abbandono dei cani durante il periodo estivo». È importante immaginare step by step tutte le fasi del processo, senza concentrarti soltanto sul risultato finale. Ne parlo meglio qui, a proposito della visualizzazione !
  • Stabilisci il tuo mantra della positività. Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo è un ottimo “slogan motivazionale”, non credi? Quando le energie negative prendono il sopravvento, le parole di Ghandi possono rischiarare l’oscurità allo stesso modo del faro che guida i marinai alla salvezza.
  • Concentrati sul Qui e Ora. Quali sono i cambiamenti che puoi attuare nell’immediato per raggiungere i traguardi che ti sei prefissato? Tornando all’esempio dell’abbandono degli animali, potresti adottare un amico a quattro zampe oppure offrire la tua disponibilità al canile più vicino. Una mano fa sempre la differenza!

Conclusioni e suggerimenti a tema “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”

Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo

Come ti ho dimostrato, sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo è il mantra contro l’indifferenza, la passività e l’incapacità di dare il meglio di noi stessi (in positivo). La verità? Tutti noi vogliamo crederci perfetti per paura di dover affrontare le imperfezioni e i conflitti del nostro mondo interiore. Eppure, se solleviamo la maschera dell’ipocrisia e pensiamo come agire per trasformare la realtà che ci circonda, scopriremo migliaia di opportunità finora inesplorate. Vuoi davvero tirarti indietro?

Se la risposta è negativa, ti consiglio di fare due cose: iscriverti alla newsletter di So di Non Sapere per ricevere nella tua casella di posta consigli, tecniche e suggerimenti con cui rivoluzionare la tua routine quotidiana e tenere a mente il potentissimo mantra di Ghandi “sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”. In che modo? Potresti leggere, ad esempio, l’incredibile “Pensieri sulla vita”: la raccolta di riflessioni trascritte su carta dall’eroe della non violenza in persona.

Mi raccomando, poi fammi sapere cosa ne pensi!

Ale firma

Come dimenticare un amore finito? – Guarda al futuro

Come dimenticare un amore finito? – Guarda al futuro

Come dimenticare un amore

Le rotture rappresentano momenti di forte sconvolgimento, tanto più in un periodo in cui le relazioni umane sono gravemente compromesse dalla pandemia. C’è chi sa come dimenticare un amore “a cuor leggero” – concentrandosi sui progetti futuri – e chi si fossilizza sui sentimenti di solitudine e abbandono. Se senti il bisogno di metabolizzare (definitivamente) la fine della tua storia, ti suggerisco di adottare alcuni accorgimenti pratici per tagliare i contatti con il partner e proseguire la tua vita a gonfie vele. Attenzione: non si tratta di dimenticare un amore dall’oggi al domani, ma di ridimensionarlo.

“A volte basta un attimo per dimenticare una vita, ma a volte non basta una vita per dimenticare un attimo.”

Jim Morrison

Come dimenticare un amore? Focalizzati sul futuro (subito!)

Come dimenticare un amore

Tra le strategie più efficaci inerenti al come dimenticare un amore, c’è senza dubbio la “tecnica di visualizzazione”: chiudi gli occhi, ascolta una playlist di musica rilassante e cerca di accogliere le emozioni negative, senza combatterle. Immagina la tua vita tra cinque anni: sarai felice, immerso in mille avventure entusiasmanti, realizzato sul piano lavorativo e affettivo ecc. Il trick in questione è facile e utilissimo: proiettarti in una dimensione diversa, costituita da una nuova cerchia sociale, ti aiuterà a ridimensionare il senso di abbandono e solitudine che tutti noi siamo chiamati ad affrontare, una volta o l’altra.

“Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco.”

Confucio

3 suggerimenti pratici su come dimenticare un amore

Come dimenticare un amore

In alternativa, se non sai come dimenticare un amore a tempo di record, segui i consigli degli esperti:

  • Datti del tempo per pensare a lui/lei prima di voltare pagina. Se lo preferisci, puoi tenere traccia delle tue oscillazioni emotive su un taccuino oppure sulle note del tuo smartphone. Scrivere è un atto liberatorio quanto il pianto: prendi la penna ed elabora i tuoi sentimenti!
  • È tempo di pulizia! Potrà sembrare un metodo drastico, a tratti ingiustificato, ma ti assicuro che gli oggetti racchiudono ricordi e sentimenti difficili da razionalizzare. Via peluche, fotografie, contatti social, letterine, bigliettini d’auguri e vestiti del partner.
  • Non sai come dimenticare un amore? Rivolgiti al partner scrivendogli/le una lettera (che non spedirai, ovviamente). Non è necessario che sia densa di rabbia o rimproveri; potresti concentrarti sugli aspetti positivi e negativi del suo carattere, ad esempio. Trovare una valvola espressiva fa miracoli. Provare per cedere, non procrastinare..!

Come dimenticare senza soffrire?

Come dimenticare un amore

Infine, non alimentare il dolore. Rifletti lucidamente: è davvero il/la tuo/a ex la causa della sofferenza che provi? Non è forse insicurezza quella che ti fa credere di non valere nulla, di essere sbagliato, di non trovare altri partner e di non poter essere felice in futuro? Il “sentirsi falliti” deriva dal modo in cui ci relazioniamo a noi stessi. Di conseguenza, se vuoi sapere come dimenticare un amore devi lavorare (anche) sulla tua autostima personale. Ho (ri)letto recentemente un libro incredibilmente efficace: “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden e Olivia Crosio. L’autore scrive: “l’essenza dell’autostima è fidarsi della propria mente e sapere di meritare la felicità”. Proprio ciò che ci sfugge quando ci sforziamo di capire come dimenticare un amore!

La nostra crescita personale è un percorso graduale. Non soffocare le tue emozioni: accoglile e impara a condividerle con le persone di cui ti fidi. E se sei curioso di scoprire tutti i consigli che So di Non Sapere mette a disposizione dei suoi lettori, ricorda di iscriverti alla newsletter. Non mancheranno suggerimenti di lettura per diventare la versione migliore di te stesso!

Alla prossima!

Ale firma

Chi sono io? Mai smettere di chiederselo

Chi sono io? Mai smettere di chiederselo

Chi sono io

Chi sono io?” è una di quelle domande a cui cerchiamo costantemente di dare una risposta, ma è anche un quesito che non dovremmo mai smettere di farci per continuare il nostro percorso di crescita personale. Come diceva Platone nell’Apologia di Socrate: “una vita senza esame non è degna di essere vissuta”.

“Andare sulla luna, non è poi così lontano. Il viaggio più lontano è quello all’interno di noi stessi.”

Anaïs Nin

Chi sono io.. Da cosa partire!

Chi sono io

Riflettendoci, una risposta che possiamo dare alla domanda “chi sono io?” potrebbe essere “noi siamo ciò che decidiamo di essere”. Io, per esempio, posso essere una persona introspettiva o addirittura introversa e timida/o, eppure, posso decidere a un certo punto della mia vita, di voler imparare a socializzare e stare bene nelle relazioni. Questa mia spinta interna di conseguenza può cambiare le cose e trasformarle.

Ma torniamo alla domanda “chi sono io?”. Viviamo in una società dove la maggior parte delle persone non progredisce, anzi, con il passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande perché nel corso della propria vita non si è mai posta questa domanda. La maggior parte delle persone ha infatti paura di mettere in discussione ciò che pensa di sapere e quelle che sono le loro convinzioni. Per tutta la vita infatti corriamo dietro a desideri e soddisfazioni personali, convinti di sapere chi siamo e cosa vogliamo. Sono ricco, sono povero, brutto, bello, sono un dottore, un impiegato, e via così, all’infinito, la gente è capace di definirsi in tantissimi modi. In realtà ci stringiamo attorno a tutto ciò per far finta di sapere chi siamo. Questo succede perché i pensieri e le convinzioni che abbiamo su noi stessi sono condizionamenti che si sono dapprima insinuate in noi quando eravamo piccoli e poi, in seguito, sedimentate.

“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.”

Lao Tzu

“Chi sono io” secondo Socrate

Chi sono io

Secondo Socrate, il vero sapiente in realtà è colui che sa di non sapere, ossia che non pensa di avere la verità in mano o di sapere tutto, ma continua sempre a ricercare. Questo è l’obiettivo della nostra vita secondo il filosofo: ricercare e la ricerca porterà sempre a dei traguardi nuovi, che però, non coincidono mai con la meta finale.

Una tecnica di conoscenza che ci permetta di rispondere alla domanda “chi sono io” può essere quella che si basa sul principio di esclusione. In questo caso non si partirà quindi dalla domanda “chi sono io” ma piuttosto da “cosa non sono io”. Imparando a portare l’attenzione a noi stessi possiamo sviluppare e modificare quello che abbiamo accumulato nel corso della vita. Questo processo si basa quindi sull’imparare a fare attenzione a quello che accade dentro di noi e, ogni volta che notiamo qualcosa in cui non sentiamo di identificarci, di fare un passo indietro.

Quindi chi sono io ?

Chi sono io

Chiedersi “chi sono io?” è un’occasione per ricominciare da sé stessi e cambiare strada, per avere sempre chiari gli obiettivi e i desideri, e per essere le persone che vogliamo essere. Chiedersi “chi sono io?” ci consente di guardare al nostro passato senza rimpianti, sapendo che è stato funzionale al nostro presente e di rivolgere il nostro sguardo verso il futuro, scegliendo chi vogliamo essere.

Consiglio

Un testo molto carino per approfondir ulteriormente questo quesito è sicuramente “Chi sono io? Gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi” di T. M. Mahadevan. Questa è una raccolta di domande e risposte, riguardanti l’indagine sul Sé, poste nel 1902 a Bhagavan Sri Ramana Maharshi da Sri M. Shivaprakasam Pillai. Breve ma con messaggi molto diretti, questo piccolo testo potrà fare al caso tuo!

Infine, non lasciarti sfuggire i nostri articoli di approfondimento. Spunti quotidiani per arricchire la tua vita di conoscenzacrescita personale e felicità. Su So di Non Sapere crediamo nel potere delle emozioni, anche di quelle che non sappiamo esprimere a parole.

Buona lettura!

Ale firma