Come dimenticare un amore finito? – Guarda al futuro

Come dimenticare un amore finito? – Guarda al futuro

Come dimenticare un amore

Le rotture rappresentano momenti di forte sconvolgimento, tanto più in un periodo in cui le relazioni umane sono gravemente compromesse dalla pandemia. C’è chi sa come dimenticare un amore “a cuor leggero” – concentrandosi sui progetti futuri – e chi si fossilizza sui sentimenti di solitudine e abbandono. Se senti il bisogno di metabolizzare (definitivamente) la fine della tua storia, ti suggerisco di adottare alcuni accorgimenti pratici per tagliare i contatti con il partner e proseguire la tua vita a gonfie vele. Attenzione: non si tratta di dimenticare un amore dall’oggi al domani, ma di ridimensionarlo.

“A volte basta un attimo per dimenticare una vita, ma a volte non basta una vita per dimenticare un attimo.”

Jim Morrison

Come dimenticare un amore? Focalizzati sul futuro (subito!)

Come dimenticare un amore

Tra le strategie più efficaci inerenti al come dimenticare un amore, c’è senza dubbio la “tecnica di visualizzazione”: chiudi gli occhi, ascolta una playlist di musica rilassante e cerca di accogliere le emozioni negative, senza combatterle. Immagina la tua vita tra cinque anni: sarai felice, immerso in mille avventure entusiasmanti, realizzato sul piano lavorativo e affettivo ecc. Il trick in questione è facile e utilissimo: proiettarti in una dimensione diversa, costituita da una nuova cerchia sociale, ti aiuterà a ridimensionare il senso di abbandono e solitudine che tutti noi siamo chiamati ad affrontare, una volta o l’altra.

“Se ascolto, dimentico. Se vedo, ricordo. Se faccio, capisco.”

Confucio

3 suggerimenti pratici su come dimenticare un amore

Come dimenticare un amore

In alternativa, se non sai come dimenticare un amore a tempo di record, segui i consigli degli esperti:

  • Datti del tempo per pensare a lui/lei prima di voltare pagina. Se lo preferisci, puoi tenere traccia delle tue oscillazioni emotive su un taccuino oppure sulle note del tuo smartphone. Scrivere è un atto liberatorio quanto il pianto: prendi la penna ed elabora i tuoi sentimenti!
  • È tempo di pulizia! Potrà sembrare un metodo drastico, a tratti ingiustificato, ma ti assicuro che gli oggetti racchiudono ricordi e sentimenti difficili da razionalizzare. Via peluche, fotografie, contatti social, letterine, bigliettini d’auguri e vestiti del partner.
  • Non sai come dimenticare un amore? Rivolgiti al partner scrivendogli/le una lettera (che non spedirai, ovviamente). Non è necessario che sia densa di rabbia o rimproveri; potresti concentrarti sugli aspetti positivi e negativi del suo carattere, ad esempio. Trovare una valvola espressiva fa miracoli. Provare per cedere, non procrastinare..!

Come dimenticare senza soffrire?

Come dimenticare un amore

Infine, non alimentare il dolore. Rifletti lucidamente: è davvero il/la tuo/a ex la causa della sofferenza che provi? Non è forse insicurezza quella che ti fa credere di non valere nulla, di essere sbagliato, di non trovare altri partner e di non poter essere felice in futuro? Il “sentirsi falliti” deriva dal modo in cui ci relazioniamo a noi stessi. Di conseguenza, se vuoi sapere come dimenticare un amore devi lavorare (anche) sulla tua autostima personale. Ho (ri)letto recentemente un libro incredibilmente efficace: “I sei pilastri dell’autostima” di Nathaniel Branden e Olivia Crosio. L’autore scrive: “l’essenza dell’autostima è fidarsi della propria mente e sapere di meritare la felicità”. Proprio ciò che ci sfugge quando ci sforziamo di capire come dimenticare un amore!

La nostra crescita personale è un percorso graduale. Non soffocare le tue emozioni: accoglile e impara a condividerle con le persone di cui ti fidi. E se sei curioso di scoprire tutti i consigli che So di Non Sapere mette a disposizione dei suoi lettori, ricorda di iscriverti alla newsletter. Non mancheranno suggerimenti di lettura per diventare la versione migliore di te stesso!

Alla prossima!

Ale firma

Chi sono io? Mai smettere di chiederselo

Chi sono io? Mai smettere di chiederselo

Chi sono io

Chi sono io?” è una di quelle domande a cui cerchiamo costantemente di dare una risposta, ma è anche un quesito che non dovremmo mai smettere di farci per continuare il nostro percorso di crescita personale. Come diceva Platone nell’Apologia di Socrate: “una vita senza esame non è degna di essere vissuta”.

“Andare sulla luna, non è poi così lontano. Il viaggio più lontano è quello all’interno di noi stessi.”

Anaïs Nin

Chi sono io.. Da cosa partire!

Chi sono io

Riflettendoci, una risposta che possiamo dare alla domanda “chi sono io?” potrebbe essere “noi siamo ciò che decidiamo di essere”. Io, per esempio, posso essere una persona introspettiva o addirittura introversa e timida/o, eppure, posso decidere a un certo punto della mia vita, di voler imparare a socializzare e stare bene nelle relazioni. Questa mia spinta interna di conseguenza può cambiare le cose e trasformarle.

Ma torniamo alla domanda “chi sono io?”. Viviamo in una società dove la maggior parte delle persone non progredisce, anzi, con il passare degli anni cade in uno sconforto sempre più grande perché nel corso della propria vita non si è mai posta questa domanda. La maggior parte delle persone ha infatti paura di mettere in discussione ciò che pensa di sapere e quelle che sono le loro convinzioni. Per tutta la vita infatti corriamo dietro a desideri e soddisfazioni personali, convinti di sapere chi siamo e cosa vogliamo. Sono ricco, sono povero, brutto, bello, sono un dottore, un impiegato, e via così, all’infinito, la gente è capace di definirsi in tantissimi modi. In realtà ci stringiamo attorno a tutto ciò per far finta di sapere chi siamo. Questo succede perché i pensieri e le convinzioni che abbiamo su noi stessi sono condizionamenti che si sono dapprima insinuate in noi quando eravamo piccoli e poi, in seguito, sedimentate.

“Chi conosce gli altri è sapiente; chi conosce sé stesso è illuminato.”

Lao Tzu

“Chi sono io” secondo Socrate

Chi sono io

Secondo Socrate, il vero sapiente in realtà è colui che sa di non sapere, ossia che non pensa di avere la verità in mano o di sapere tutto, ma continua sempre a ricercare. Questo è l’obiettivo della nostra vita secondo il filosofo: ricercare e la ricerca porterà sempre a dei traguardi nuovi, che però, non coincidono mai con la meta finale.

Una tecnica di conoscenza che ci permetta di rispondere alla domanda “chi sono io” può essere quella che si basa sul principio di esclusione. In questo caso non si partirà quindi dalla domanda “chi sono io” ma piuttosto da “cosa non sono io”. Imparando a portare l’attenzione a noi stessi possiamo sviluppare e modificare quello che abbiamo accumulato nel corso della vita. Questo processo si basa quindi sull’imparare a fare attenzione a quello che accade dentro di noi e, ogni volta che notiamo qualcosa in cui non sentiamo di identificarci, di fare un passo indietro.

Quindi chi sono io ?

Chi sono io

Chiedersi “chi sono io?” è un’occasione per ricominciare da sé stessi e cambiare strada, per avere sempre chiari gli obiettivi e i desideri, e per essere le persone che vogliamo essere. Chiedersi “chi sono io?” ci consente di guardare al nostro passato senza rimpianti, sapendo che è stato funzionale al nostro presente e di rivolgere il nostro sguardo verso il futuro, scegliendo chi vogliamo essere.

Consiglio

Un testo molto carino per approfondir ulteriormente questo quesito è sicuramente “Chi sono io? Gli insegnamenti di Sri Ramana Maharshi” di T. M. Mahadevan. Questa è una raccolta di domande e risposte, riguardanti l’indagine sul Sé, poste nel 1902 a Bhagavan Sri Ramana Maharshi da Sri M. Shivaprakasam Pillai. Breve ma con messaggi molto diretti, questo piccolo testo potrà fare al caso tuo!

Infine, non lasciarti sfuggire i nostri articoli di approfondimento. Spunti quotidiani per arricchire la tua vita di conoscenzacrescita personale e felicità. Su So di Non Sapere crediamo nel potere delle emozioni, anche di quelle che non sappiamo esprimere a parole.

Buona lettura!

Ale firma
Che cos’è l’amore? – Scienza e letteratura a confronto

Che cos’è l’amore? – Scienza e letteratura a confronto

Cos’è l’amore

Cos’è l’amore? Ci hai mai pensato? L’argomento ci impedisce di fornire definizioni universali, valide per tutti. Ognuno di noi ha fatto esperienza del sentimento che ispira musicisti e pittori, scrittori e filosofi. C’è chi cerca risposte nel cervello umano (i neuroscienziati) e chi si lascia guidare dalle emozioni (i poeti, ad esempio). La verità? Scoprire cos’è l’amore ci fa sentire vulnerabili. L’idea di definire e di etichettare la nostra interiorità – come fosse la voce di un dizionario – ci fa credere di essere meno esposti, meno fragili. Sarà davvero così? Voglio scoprirlo, insieme a te, in questo articolo!

“Più dolce sarebbe la morte se il mio sguardo avesse come ultimo orizzonte il tuo volto, e se così fosse… mille volte vorrei nascere per mille volte ancor morire.”

WILLIAM SHAKESPEARE

Cos’è l’amore secondo la psicologia?

Cos’è l’amore

Passando la parola alla scienza, l’amore è strettamente correlato all’ormone che regola le relazioni affettive tra esseri umani: l’ossitocina. Quest’ultima è attiva nel cervello e influisce su alcune funzioni primarie: tra le tante, l’appetito, l’appagamento emotivo, l’anticipazione e l’aspettativa di una ricompensa. Ecco svelato il motivo per cui essere innamorati “chiude lo stomaco”. Questa semplice verità, ci aiuta a trovare una risposta parziale alla domanda “che cos’è l’amore?”: un sentimento imprevedibile. Non si sceglie chi e/o cosa amare, perché nessun essere umano ha controllo sulle reazioni chimiche e fisiche dell’organismo. L’amore è quindi un’esperienza che viene ampiamente influenzata dal periodo storico in cui vivi, dal tuo background personale, dagli stati mentali e dalle tue aspettative. Tutte queste “voci” possono determinare la scelta del partner ideale.

“L’amore è un sentimento limpido e puro e come tale andrebbe espresso, ma il linguaggio di chi ama è spesso pieno di parole non dette.”

EMANUELA BREDA

3 domande per capire cos’è l’amore

Cos’è l’amore

Insomma, cos’è l’amore? Quando si vive la relazione con il/la proprio/a partner, è naturale chiedersi se il sentimento provato sia autentico. Di conseguenza, ho stilato per te una lista di 3 suggerimenti per capire se ti sei infatuato dell’uomo o della donna adatto/a te (o viceversa).

  1. Il partner ti cerca soltanto quando non ha niente di meglio da fare? Oppure si concentra sulle tue esigenze se chiedi il suo supporto emotivo?
  2. La persona al tuo fianco è gelosa, paranoica e insicura? Il vero amore si fonda sulla ceca fiducia dell’altro: se il partner non ti lascia uscire, ti controlla e limita la tua libertà (e quindi la tua felicità), interrogati sulla portata del vostro sentimento.
  3. La tua dolce metà sta con te per convenienza? Oppure entrambi “condividete e prendete” in egual misura? L’amore si basa sul do ut des, letteralmente “io do affinché tu dia”.

Per scoprire cos’è l’amore, di conseguenza, è necessario dar voce alla tua interiorità, aprendo il cuore alle sensazioni (positive e negative) vissute al fianco della persona perfetta per te. 

Nella letteratura..

Cos’è l’amore

Le riflessioni su cos’è l’amore sono tante. E se anche i nostri social network sono invasi da citazioni sentimentali, è perché esistono poeti e grandi scrittori capaci di celebrare a parole l’esperienza umana più travolgente che esista. Curioso di scoprire cos’è l’amore per il poeta Pablo Neruda, Premio Nobel per la Letteratura nel 1971, oppure per il celebre scrittore-pilota Antoine de Saint-Exupéry? Lasciati travolgere dallo spirito letterario con le “Poesie d’amore e di vita” e le straordinarie “Lettere di giovinezza all’amica inventata”.

Infine, non lasciarti sfuggire i nostri articoli di approfondimento. Spunti quotidiani per arricchire la tua vita di conoscenza, crescita personale e felicità. Su So di Non Sapere crediamo nel potere delle emozioni, anche di quelle che non sappiamo esprimere a parole.

Buona lettura!

Ale firma
Minimalismo digitale – 30 giorni per cambiare

Minimalismo digitale – 30 giorni per cambiare

minimalismo digitale

Il minimalismo digitale è la filosofia del “less is more” applicata ai dispositivi hi-tech. I gingilli tecnologici – smartphone e laptop in primis – sono uno strumento imprescindibile. Dall’acquisto di un biglietto aereo, passando per il navigatore GPS fino alle chat, ai social network e alla lettura di giornali e/o libri online: la nostra vita è scandita a suon di tap e click. In un’epoca sempre più smart e veloce, il minimalismo digitale rimette a fuoco la nostra esistenza e ci restituisce il tempo libero che abbiamo a disposizione.

La semplicità è l’essenza dell’universalità.

GANDHI

Quali sono i vantaggi del minimalismo digitale?

minimalismo digitale

Secondo Cal Newport, insegnante di scienze informatiche alla Georgetown University di Washington e autore di “Minimalismo digitale” edito da Roi Edizioni, il minimalismo digitale funziona allo stesso modo di una dieta alimentare: sacrificio, stravolgimento delle nostre routine e tanta (ma tanta) astinenza! Il risultato è però sorprendente: utilizzare il tempo che abbiamo a disposizione per capire quali sono i nostri obiettivi, ovvero cos’è davvero importante per noi, cosa ci soddisfa. Solo successivamente possiamo servirci delle smartphone che abbiamo in tasca per “googlare” informazioni con cui tagliare i nostri traguardi.

La semplicità è la necessità di distinguere sempre, ogni giorno, l’essenziale dal superfluo.

ERMANNO OLMI

Tre semplice azioni per vivere una vita all’insegna del minimalismo digitale

minimalismo digitale

L’idea è rivoluzionaria: il minimalismo digitale dà priorità all’essere umano – come insieme di aspettative, emozioni e paure – e mette in secondo piano il tempo dedicato a Facebook, scorrendo centinaia e centinaia di post a tema gattini e feste di compleanno di perfetti sconosciuti! Le regole del “decluttering digitale”, questa la definizione proposta da Cal Newport, ha dell’incredibile.

In particolar modo:

  • Step numero 1: pulisci il tuo smartphone/tablet da tutte le applicazioni superflue. Prenditi 30 giorni di pausa da social media, streaming, giochi e tecnologie opzionali di cui non senti il bisogno.
  • Step numero 2: serviti della tecnologia per coltivare i tuoi contatti lavorativi (LinkedIn) e disinstalla WhatsApp. Gli SMS e le chiamate vocali sono validi sostituti!
  • Step numero 3: affronta il senso di vuoto che deriva dalla mancanza di intrattenimento/distrazione costante. Dopotutto, l’astensione del minimalismo digitale è pari alla mancanza di zuccheri e nicotina nel sangue!

Il minimalismo digitale richiede una gran dose di coraggio. Trasformare il tempo sui social in tempo sociale – nel senso originario del termine – è una sfida a tutti gli effetti. Per 30 giorni, ti suggerisco di concentrarti su attività che ti facciano riscoprire il piacere dei 5 sensi: la cucina (gusto e olfatto), il giardinaggio (il tatto, ma non touch), la pittura e la scultura (vista), nonché corsi di lingua, passeggiate all’aria aperta insieme al proprio amico a quattro zampe ecc.

Consiglio

Se vuoi approfondire la tematica ti consiglio vivamente il testo sopra citato, ovvero “Minimalismo digitale: Rimettere a fuoco la propria vita in un mondo pieno di distrazioni” di Cal Newport . L’autore la definisce come l’arte di saper riconoscere lo stretto necessario. Il “minimalismo digitale” è l’applicazione di questa idea alle tecnologie. Pensare la vita senza smartphone, internet e social network oggi ci sembra quasi impossibile, eppure fino a qualche anno fa la maggior parte di questi strumenti non esisteva. L’autore spiega (supportato da solide basi scientifiche) perché dovremmo sposare questa visione, quali vantaggi ci porterà e condivide il percorso studiato e testato dall’autore per emanciparci dai nostri dispositivi digitali, per tornare ad avere il pieno controllo del nostro tempo e per decidere senza condizionamenti quali sono le attività che realmente hanno valore per noi e ci rendono felici.

Minimalismo digitale e cambiamento: come stravolgere l’uso della tecnologia?

Minimalismo digitale

Praticare il minimalismo digitale per un solo mese può sembrare facile, ma ti assicuro che non lo è affatto. Avere tempo per noi stessi e per la nostra interiorità può rivelarsi un’arma a doppio taglio: alle volte, ascoltarci nel profondo senza distrazioni potrebbe metterci di fronte a domande sì difficili, ma fondamentali.

Nel dettaglio, due sono le buone abitudini di cui servirti nel lungo periodo:

  • Sperimentare, imparare cose nuove e dare il giusto valore al tempo libero di cui disponi.
  • Trascorsi i 30 giorni di minimalismo digitale, potrai ricostruire da zero la tua vita tecnologica.

Cerca di trovare risposta a questa domanda: “come può la tecnologia aiutarmi a raggiungere gli obiettivi che mi sono prefissato/a nel mese appena trascorso?”. Perché ogni volta che accendiamo lo schermo dello smartphone senza un motivo apparente, siamo conquistati dall’idea di interagire con qualcosa. E alla lunga, rischiamo di tralasciare l’universo di esperienze che ci circonda, secondo dopo secondo. Provare per credere!

Conclusione

Conclusione

Ora che hai capito cos’è il minimalismo digitale, cerca di applicare i consigli riportati nell’articolo nel tuo quotidiano per trarne subito beneficio. Questo influenzerà in modo positivo le tue giornate, dandoti più lucidità sulle cose da fare . Questo è soltanto uno degli aspetti per migliorare, per crescere personalmente è molto importante lavorare su se stessi ogni giorno.

procrastinare

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Invidia come difendersi da chi ci vuole male?

Invidia come difendersi da chi ci vuole male?

Invidia? Ecco come difendersi!

Invidia come difendersi

Invidia come difendersi?” Questa domanda sarà sicuramente sorta nella mente di tutti coloro che sono bersaglio di qualche amico o collega di lavoro che vorrebbe prevaricarli, ottenendo i loro medesimi traguardi, senza avere un esito positivo nell’impresa. La tristezza e la frustrazione di non riuscire a conquistare ciò che sperano sono, quindi, riversate completamente sulla persona che viene di mira trasformando la sua vita in un vero e proprio film dell’orrore.

Sporadicamente, a tutti sarà capitato di provare invidia verso un conoscente, ma se si tratta di un sentimento circoscritto e non patologico non è da temere, ben più grave è la situazione se diventa una vera ossessione. Continua nella lettura di questo articolo e imparerai a conoscere tutto ciò che c’è da sapere su invidia come difendersi.

“Non ti curar di lor, ma guarda e passa.”


DANTE ALIGHIERI

Cos’è l’invidia?

Invidia come difendersi

L’invidia è un’emozione secondaria, questa si differenzia da quelle primarie in quanto si tratta di sensazioni più complesse che si originano nelle fasi della crescita. Si può definire come una sensazione spiacevole che crea un contrasto verso una persona specifica a causa di qualche bene materiale che possiede o un traguardo raggiunto, tanto da desiderare che quell’individuo perda questa cosa o che venga colpita da un evento infausto. 

Attenzione a non confondere l’invidia con la gelosia, anche se le due emozioni sembrano molto simili in realtà sono differenti in quanto quest’ultima si riferisce al timore di perdere qualcosa che ci è caro.

 Sintetizzando, se si prova:

  • invidia si desidera qualcosa che non si ha;
  • gelosia si ha paura di perdere qualcosa che si possiede.

“Non farti sopraffare dall’invidia altrui, l’alimenteresti e metterebbe radici nel tuo animo.”

MICHELE SCIRPOLI

Comprendere le motivazioni alla base di questo sentimento

Invidia come difendersi

Come tutte le emozioni, anche l’invidia, per quanto possa sembrare negativa ha senso di esistere: potrebbe essere la molla che ci induce a migliorare o ci fa aprire gli occhi sulla situazione che stiamo vivendo. Se tale sensazione, però, diventa un’ossessione, soprattutto verso una singola persona, potrebbe diventare patologica. 

Invidia come difendersi? In tali circostanze questa domanda diventa lecita, infatti, come tutte le patologie anche quelle della personalità possono ferire le persone che ne sono il bersaglio rendendo la loro vita impossibile. L‘invidioso patologico potrebbe nutrire questo sentimento a causa di traumi infantili e privazioni avute durante l’infanzia, quindi la sua frustrazione si origina da una vita travagliata che gli ha portato molte delusioni.

Consiglio

Un romanzo molto carino che parla dell’invidia si chiama “Invidia il prossimo tuo” di John Niven. In questo testo si parla di invidia di come questa possa esser davvero una brutta bestia.. Una storia davvero molto carino scritta in maniera scorrevole dall’autore. Ti lascio qui di seguito l’estratto kindle:

Come difendersi se si è preda dell’invidia altrui?

Invidia come difendersi

Invidia come difendersi? Ci sono alcune tattiche che possono placare il sentimento di rancore che ci viene riversato addosso da qualcuno che vorrebbe avere qualcosa che ci appartiene o non si dà pace per un traguardo che abbiamo raggiunto. L’invidia non fa star male solo chi la prova ma pure la persona bersaglio, in quanto si potrebbe manifestare con atteggiamenti di aggressione psicologica in ufficio, nella propria cerchia di amici, in famiglia o anche sui social.

Invidia come difendersi : 3 Tips

Invidia come difendersi
  • Parlare e chiarirsi, questa è la prima strada da tentare; in questo modo si possono mettere le carte in tavola e capire come stanno davvero le cose, magari c’è stato solo un fraintendimento;
  • cercare di stare alla larga dal soggetto che ci fa stare male o bloccarlo su Facebook, Instagram o dovunque ci sta tormentando;
  • mostrarsi sempre sicuri di sé e non dare la sensazione a chi ci invidia di aver vinto con il suo atteggiamento provocatorio.

Conclusione

Conclusione

Come puoi vedere non ci vuole tanto per bloccare l’invidia di qualcun altro, questi piccoli accorgimenti, certamente, ti consentiranno di essere più sereno ed eliminare l’ansia e l’angoscia che questo tipo di persona può creare, aumentando la fiducia in te stesso.

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