La storia della plastica (e perché è importante riciclare)
Pubblicato il Novembre 27, 2021
storia della plastica

1856, Londra. Il chimico britannico Alexander Parkes inaugura la (lunga) storia della plastica con l’invenzione della parkesina, materiale artificiale esposto all’International Exhibition di Londra (1862) e all’Exposition Universelle di Parigi (1867). Dalla seconda metà dell’Ottocento in poi, il nitrato di cellulosa – denominato successivamente Xylonite – assume la portata di una rivoluzione industriale (e non solo) che ha dell’incredibile. Curioso di saperne di più? In quest’articolo voglio passare in rassegna gli eventi più significativi della storia della plastica. Il motivo? Contribuire – nel mio piccolo – alla sensibilizzazione di quanti più lettori possibili, servendomi della vetrina 2.0 di So di Non Sapere: il blog di crescita personale che rende te stesso (e il Pianeta Terra) la versione migliore di sé stesso.

La storia della plastica tra bandi di concorso ed esperimenti

storia della plastica

1869, Stati Uniti d’America. John Wesley Hyatt – tipografo americano appassionato di chimica – si lancia in una lunga, lunghissima serie di esperimenti sulla parkesina brevettata dal collega britannico. Tuttavia, non cadere nell’errore di credere che lo zelo di Mr. Hyatt fosse puramente “disinteressato”. Il ricercatore mirava alla vincita di un concorso indetto dall’azienda Phelan&Collander: leader numero 1 nella produzione di… palle da biliardo! L’interessante ricompensa? 10.000 dollari tintinnati versati sul conto bancario di chi avrebbe inventato un materiale atto a sostituire l’avorio –difficile e costoso da reperire. La storia della plastica è a un punto di svolta: John Wesley Hyatt crea in laboratorio la celluloide, la quale viene accolta di buon grado non soltanto dalle industrie più disparate, ma anche dall’ordine dei dentisti. La materia plastica si sostitusce alla gomma vulcanizzata al fine di ottenere le impronte dei pazienti al miglior rapporto qualità-prezzo!

La storia della plastica: la bakelite

1907, Belgio. Compiamo un breve salto temporale in avanti e stringiamo la mano al chimico belga Leo Hendrick Baekeland. La storia della plastica, infatti, è lungi dal definirsi conclusa. Il ricercatore giunge alla definizione di un nuovo materiale, la bakelite che dominerà la produzione plastica industriale per oltre mezzo secolo. La resina termoindurente – risultato di una reazione tra fenolo e formaldeide – viene versata in stampi variabili per assumere permanentemente la forma che gli è stata data. Colorata e lucidata a dovere, la bakelite viene tutt’oggi impiegata nella produzione dei manici delle pentole, dei gioielli, delle lampade, degli elettrodomestici e dei cruscotti delle automobili. Dal Novecento in poi, la storia della plastica è, dunque, un susseguirsi di rapidi miglioramenti: il cellophane nel 1913, il nylon nel 1935 e il PET nel 1973 ad opera di Rex Whinfield e James Tennant Dickson.

La storia della plastica dal 1954 – Riflessioni

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È l’11 marzo 1954 quando Giulio Natta – insignito del Premio Nobel per la Chimica nel 1963 – scrive sul proprio taccuino: “fatto il polipropilene”.  Dagli oggetti per la casa ai giocattoli, passando per le bacinelle, i caschi, gli infissi e chi più ne ha, più ne metta. Il «miracolo della plastica» deriva dalla sostanziale economicità del materiale summenzionato e dalla sua semplicità produttiva. Al giorno d’oggi, in un periodo storico in cui il cambiamento climatico è diventato il tema-caldo della contemporaneità, siamo chiamati a sovvertire il paradigma dominante nella lunga, lunghissima storia della plastica.

Non un miracolo, ma una grande illusione.

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Una bottiglia realizzata in PET impiega 200 anni per il suo completo smaltimento naturale. La soluzione? Riciclare per diventare parte della rivoluzione green più importante della Storia.

Dopotutto, se sei un habitué su So di Non Sapere, lo avrai già letto molte volte. Voglio ribadirlo: anche le più piccole abitudini – se ripetute con costanza – possono condurre a risultati straordinari.

Non mi credi?

Ti suggerisco di approfondire l’argomento con la lettura di “I limiti alla crescita” e, ovviamente, di iscriverti alla newsletter per non perderti i prossimi articoli.

A presto,

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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