Minimalismo e arte – Un nuovo concetto di spazio bianco
Pubblicato il Maggio 7, 2021
Minimalismo e arte

Qual è la correlazione tra minimalismo e arte? Dagli anni ’60 del Novecento, due sono le correnti pittoriche di maggior rilievo: la pop-art e l’irresistibile minimalismo. La pittura e la scultura si lasciano suggestionare dalle forme armoniche e mai eccessive del less is more. Lo sviluppo fu graduale: dapprima la Colorfield Painting-mania – ovverosia la tendenza a dipingere riquadri di colore, senza alcun interesse per linee e figure – successivamente la Hard Wedge Abstraction con i suoi bruschi cambi di cromia. La rivoluzione aveva invaso la scena newyorkese: minimalismo e arte erano diventati un tutt’uno!

“Se il mondo fosse chiaro, l’arte non esisterebbe.”

Albert Camus

Minimalismo e arte – La perfezione stilistica è sinonimo di essenziale

Minimalismo e arte

Se sei un appassionato di minimalismo e arte, conoscerai senza dubbio le opere di Robert Morris, Sol Lewitt e Donal Judd nel campo scultoreo e di Frank Stella e Robert Ryaman sul versante pittorico. L’esperienza estetica si tinge di bianco: le tele vengono occupate da linee appena percepibili, da forme geometriche della tradizione e dalla freddezza di immagini vuote. L’America guarda con rinnovato stupore al legame che unisce minimalismo e arte. A ben vedere, si tratta di una forte provocazione: il movimento newyorkese reagisce agli eccessi di Pollock – promotore dell’Espressionismo astratto – e della pop-art warholiana con i suoi colori dirompenti ed eccessivi. La nuova generazione d’artisti celebra quindi l’essenziale, istituendo una connessione profonda tra minimalismo e arte.

“L’arte non riproduce ciò che è visibile, ma rende visibile ciò che non sempre lo è.”

Paul Klee

Quattro chiacchiere su minimalismo e arte

Minimalismo e arte

Il rapporto tra minimalismo e arte è dunque rivoluzionario. E allora, cosa c’è di più calzante di una tela totalmente bianca? Ne è esempio lampante il “White Painiting” di Robert Rauschenberg: l’autore attua una provocazione contro gli schizzi di colore e le linee “buttate a caso” del movimento surrealista/espressionista. Nasce così la collezione completamente nuda, spoglia e vuota in cui si comunicano armonia, semplicità e pulizia visiva.  Inutile dire che la critica non fu particolarmente favorevole: i visitatori si ritrovarono ad ammirare cinque pannelli bianchi – dipinti con il rullo – di dimensioni pressoché similari. Stop. Beh, chi non riuscirebbe a farlo? – si domandarono alcuni. È davvero questo il legame tra minimalismo e arte? Eppure, la provocazione fu vincente: Rauschenberg ebbe un’idea potente e in controtendenza rispetto al gusto dominante. Tutto il resto è storia!

Quando lo spazio vuoto assume mille significati

Minimalismo e arte

A distanza di qualche anno, ci pensò Robert Ryman a rafforzare il legame – ormai consolidatosi nel tempo – tra minimalismo e arte: tra il 1975 e il 1977, egli realizzò svariate tele bianche (con cornici e pattern differenti, tutti rigorosamente tono su tono) che sfociarono infine in “Vector”. L’opera venne realizzata mediante 11 moduli total-white appesi alla stessa distanza gli uni dagli altri. In questo modo, lo sfondo della galleria d’arte finiva per inglobale l’opera stessa, aumentando lo spazio vuoto e creando un senso di spaesamento nella mente del visitatore. L’obiettivo è geniale: “rallentare la visione” e spostare l’attenzione dal contenuto al concetto in un insieme armonico di luce e texture. La teoria del minimalismo invade l’arte e sposta l’attenzione sull’essenziale. 

James Mayer

Curioso di saperne di più? Non perderti l’incredibile libro “Minimalismo” di James Mayer, nella sua edizione illustrata. Il testo ripercorre immagini, interviste e riflessioni desunte dall’esperienza diretta di Rauschenberg, Rayman, Lewitt e non solo. E se sei curioso di scoprire altre interessanti curiosità sul mondo del minimalismo e dell’arte, non dimenticare di iscriverti alla newsletter di “So di non Sapere”: il blog che migliora la tua vita, arricchendoti di nuove conoscenze giorno dopo giorno.

Buona lettura (rigorosamente minimal),

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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