Comunicazione efficace – Le 3 regole per farti capire
Pubblicato il Ottobre 21, 2021
Comunicazione efficace

Mio caro lettore, ti è mai capitato di pronunciare la frase «tu non mi capisci!». Nella stragrande maggioranza dei casi, preannuncia un amore finito per mancanza di comunicazione efficace tra i partner. Tuttavia, il sentimento di incomprensione non riguarda soltanto la sfera emotiva, ma anche gli ambiti più disparati della nostra vita: dall’ufficio al gruppo di amici con cui usciamo il sabato sera, passando per i colleghi di studio all’università e per il rapporto che intratteniamo con genitori, fratelli e zii. Ogni momento è buono per credere che la responsabilità del misunderstanding sia imputare alla controparte. Sarà davvero così? In questo articolo passiamo in rassegna le 3 regole per una comunicazione efficace: ecco cosa sapere per non farti trovare impreparato.

“Il fallimento di una relazione è quasi sempre un fallimento di comunicazione.”

Zygmunt Bauman

Gli errori più comuni di una comunicazione (non) efficace

Comunicazione efficace

È davvero possibile adottare una comunicazione efficace meno esposta al rischio di creare tensioni interpersonali? Sebbene la risposta sia affermativa – dopotutto, c’è sempre margine di miglioramento! – non dimenticare che non è sufficiente focalizzare la nostra attenzione soltanto sull’empatia e sulla capacità di praticare l’ascolto attivo. La comunicazione efficace è infatti un mix sapientemente bilanciato di 2 sottocategorie: la comunicazione verbale e la comunicazione non verbaleDi conseguenza,il rischio di commettere un passo falso raddoppia!

Tra gli errori più comuni:

  • Alzare il tono della voce per imporre il proprio giudizio su quello altrui.
  • Interrompere l’altro. Il discorso è un flusso di pensieri in costante mutamento; stoppare l’interlocutore è un atteggiamento che viene spesso percepito come aggressivo e spocchioso. Meglio evitare!
  • Ripetere sempre lo stesso concetto. Non commettere l’errore di «dare fiato alla bocca» senza aver chiari gli obiettivi che intendi raggiungere con il tuo monologo. Il modo migliore per sviluppare la formula magica della comunicazione efficace consiste nell’essere chiaro, preciso e conciso!

A proposito, dai un’occhiata al mio post sull’arte dello small-talk!

Il Jolly della comunicazione efficace

Comunicazione efficace

Il modo migliore per favorire la comunicazione efficace tra due o più parlanti consiste nel… – rullo di tamburi!fare domande. Attenzione, però: non è mia intenzione suggerirti di chiedere «che ore sono?» oppure «come stai?» in modo assillante! I quesiti a cui faccio riferimento sono le cosiddette domande aperte, tutte quelle a cui è impossibile rispondere soltanto a monosillabi con un «sì» e con un «no».

Un esempio?

Domanda chiusa: ti piace vivere a Milano?

Domanda aperta: cosa ti piace di più del vivere a Milano?

Questo approccio alla conversazione viene spesso considerato una sincera manifestazione di interesse per l’altro!

Tenere a bada l’Ego nella comunicazione..

Comunicazione efficace

Mio caro lettore, devi sapere che le abilità comunicative sono anche relazionali. Non cadere nell’errore di tessere le lodi della tua carriera o del tuo network affettivo al solo scopo di impressionare o suscitare invidia nell’interlocutore. La comunicazione efficace si basa su un sentimento di rispetto reciproco, e non su una tensione crescente e ingestibile… finirai per creare un ordigno di negatività pronto a esplodere da un momento all’altro!

Di conseguenza, sostituisci il tuo Ego con l’empatia e deponi le armi. Riuscirai a trasmettere autenticità e rispetto interpersonale. Se invece puoi approfondire l’argomento, ti suggerisco di leggere quanto prima Piacersi non piacere di Enrico Rolla: un manuale di comunicazione onesto come pochi, scritto con penna brillante e scorrevole. Poi fammi sapere cosa ne pensi con un commento qua sotto – ma non prima di esserti iscritto alla Newsletter di So di Non Sapere!

A presto,

Ale firma


Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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