Rabbia repressa – Ecco come controllare le tue emozioni negative
Pubblicato il Novembre 28, 2021
Rabbia repressa

Mio caro lettore, partiamo dalla fine: la rabbia è un’emozione primaria. Sebbene sia spesso annoverata tra le sensazioni negative, quest’ultima ha giocato un ruolo chiave nella lunga, lunghissima evoluzione della specie umana, permettendoci di sopravvivere e di adattarci alle piccole-grandi sfide dell’ambiente che ci circonda in modo dinamico e versatile. Tuttavia, la rabbia repressa è una manifestazione assai curiosa: mi piace definirla come un ristagno di energia, un immenso oceano di tensione accumulata in giorni, mesi o addirittura anni di «silenzio-assenso». Su So di Non Sapere ti ho già fornito qualche pillola di psicologia in merito alla gestione delle emozioni, giusto? Ebbene, in questo articolo intendo osservare sotto la lente d’ingrandimento le peculiarità, i sintomi e le possibili soluzioni alla rabbia repressa. Il motivo? Voglio aiutarti a tenere a bada l’aggressività, portare a termine gli obiettivi che ti sei prefissato e suggerirti metodi comunicativi ad hoc. Procediamo!

“Più rabbia verso il passato conservi nel tuo cuore, meno capace sei di amare il presente.”

BARBARA DE ANGELIS

Rabbia repressa – Cenni clinici

Rabbia repressa

Non è mia intenzione tediarti con labirintiche teorie sulla rabbia repressa. Se vuoi approfondire l’argomento in autonomia, ti suggerisco di leggere “Gestione della rabbia: Guida in 10 passi per dominare le tue emozioni e riprendere il controllo della tua vita” di Giuseppe Dr. Sorrentino. Al momento, ti basti sapere che le conseguenze di un’emozione tanto ingovernabile e subdola si manifestano sottoforma di accelerazione del battito cardiaco, pianto, frustrazione, insoddisfazione, scariche di adrenalina improvvise, sudorazione eccessiva, irascibilità e una tendenza al pessimismo – «non ce la farò mai!», pensa la persona che è vittima di tanta, tantissima rabbia repressa.

I sintomi in questione compaiono soltanto nei casi in cui l’energia accumulata raggiunge livelli molto alti, causando uno scoppio emotivo estremamente violento. La domanda sorge, dunque, spontanea: qual è l’origine di quest’emozione nemica-amica? La risposta è più semplice di quanto tu possa immaginare: le persone che sembrano “sempre arrabbiate” sentono di non potersi difendere da situazioni familiari, lavorative o sentimentali considerate ingiuste. La rabbia “normale”, invece, funziona allo stesso modo di una molla – boing! Ci spinge a esprimere pensieri, emozioni, bisogni e aspettative al fine di sviluppare fiducia in noi stessi e nelle nostre abilità. Quando soffochiamo la negatività dentro di noi, finiamo per «imbozzolarci» in una ragnatela costituita dalla nostra rabbia repressa.

Esiste una soluzione?

Le 3 soluzioni vincenti per liberarti della rabbia repressa

Rabbia repressa

Se credi di soffrire di rabbia repressa, non gettare la spugna prima del dovuto. Hai tutte le carte in regola per tirare un sospiro di sollievo e capire quale evento scatena la tua sofferenza. Per riuscire nell’intento, ti suggerisco di testare il potere della visualizzazione creativa e/o della meditazione Mindfulness. La prima ti aiuterà a riposare la mente in un luogo immaginario e sicuro al fine di riprendere il controllo su te stesso, la seconda ti condurrà sulla strada della compassione e della self-care. L’ultimo consiglio che voglio fornirti è il seguente: esprimi la tua rabbia repressa… per iscritto! La scrittura di un diario personale è un’abitudine da 110 e Lode. Da un lato ti consentirà di tenere traccia dei progressi e, dall’altro, ti consentirà di trovare una valvola di sfogo emozionale che non coinvolge direttamente i tuoi interlocutori (se ancora non ti senti pronto).

Curioso di saperne di più? Iscriviti alla newsletter di So di Non Sapere e ricorda di collegarti su Amazon per dare un’occhiata a “La rabbia – Come trasformare un sentimento represso in equilibrio ed energia” di Ruth King.

Alla prossima, Brontolo!

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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