Resistenza al cambiamento – La regola per raggiungere i tuoi obiettivi
Pubblicato il Novembre 28, 2021
Resistenza al cambiamento

Quella che coinvolge la resistenza al cambiamento è una battaglia in piena regola. Perché se è vero che esiste sempre (più di un) modo per raggiungere i piccoli-grandi obiettivi che ti sei prefissato, non dimenticare che le abitudini sono dure a morire. Il risultato? La paura di fallire e di affrontare l’ignoto ti ingabbia in una condizione di immobilità che – pur mettendoti i bastoni tra le ruote – veicola un’illusione di sicurezza, di controllo. Insomma, ti ho già spiegato quali sono le trappole dell’auto-sabotaggio, no? In questo articolo voglio compiere un ulteriore passo in avanti per analizzare dalla A alla Z la natura della resistenza al cambiamento. Dopotutto, per quanto tu possa amare la routine e la zona di comfort in cui ti senti coccolato, non dimenticare che la vita è sinonimo di movimento. Per dirlo con le parole di Richard Bach, «un piccolo cambiamento oggi, ti porta un futuro radicalmente diverso».

Accetti la sfida?

“Chi a cinquant’anni vede il mondo così come lo vedeva quando ne aveva venti ha sprecato trent’anni della sua vita.”

Muhammad Ali

Le cause psicologiche della resistenza al cambiamento

Resistenza al cambiamento

Il motivo numero 1 per cui fatichi a imboccare una nuova strada – o a trovare la tua prima destinazione di vita –deriva dalla sostanziale mancanza di obiettivi chiari, stimolanti e misurabili. Non è sufficiente ripeterti «voglio diventare milionario», «desidero aprire la mia attività imprenditoriale» o ancora «mi laureerò in Medicina a tempo di record» per superare la resistenza al cambiamento e… premere il piede sull’acceleratore!

L’unico consiglio realmente efficace consiste nel suddividere il tuo viaggio di trasformazione personale in micro-tappe, cioè in segmenti di crescita stimolanti e, al contempo, facilmente raggiungibili. Festeggiare i progressi, gioire dei risultati ottenuti a metà dell’opera, riprendere fiato nei momenti di criticità è il primo passo da compiere per praticare la self-compassion e non andare nel pallone! Piuttosto che desiderare sempre di più – innescando un pericoloso circolo vizioso di demotivazione, frustrazione e paura per il futuro – sorridi alla vita per quel che ti ha donato oggi. A tal proposito, ti suggerisco di tenere un diario personale per dare voce alle tue emozioni grazie al potere della scrittura.

Scacco matto! Vinci la resistenza al cambiamento con le buone abitudini

Resistenza al cambiamento

Okay, immaginiamo tu sia pronto a mettere in gioco il tuo lavoro, la tua identità e la tua relazione con gli altri. Cosa manca? L’azione, ovviamente! Sarebbe da ingenui credere che la resistenza al cambiamento possa essere debellata con uno schiocco di dita. Questo fenomeno, infatti, è parte integrante dei nostri meccanismi mentali e deve essere affrontato gradualmente, nonché con la giusta consapevolezza. Di conseguenza, il consiglio è quello di identificare una sola abitudine – dall’alzarsi presto al mattino al combattere la sedentarietà, passando per la lettura di un buon libro, fino ad arrivare allo sviluppo di una nuova competenza – e ripeterla instancabilmente per 21 giorni no-stop.

Ho detto no-stop, non barare eh!

L’abitudine numero uno..

Quando l’abitudine numero 1 sarà parte integrante della tua routine, stabilisci un’abitudine numero 2 funzionale all’obiettivo che stai affrontando e… reitera il processo da zero! In questo modo, ti servirai di un metodo semi-automatico per superare la resistenza al cambiamento senza combattere (inutilmente) le tue attitudini mentali dedite alla ripetizione.

Cosa aspetti? Prima di metterti all’opera, procurati il testo must-have per tutti gli aspiranti “rivoluzionari”. Mi riferisco a “L’arte di passare all’azione” di Gregg Krench – un libro semplice e immediato che mescola l’ancestrale filosofia giapponese ai drammi (spesso esilaranti) della vita moderna. L’obiettivo? Fornirti la chiave di cui hai bisogno per innescare il tuo cambiamento soggettivo.

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In bocca al lupo!

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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