Non giudicare – La regola aurea per instaurare relazioni costruttive
Pubblicato il Novembre 27, 2021
Non giudicare

Non giudicare gli altri: è davvero così difficile? Le chiacchiere da ufficio e i pettegolezzi tra “amici” sanno essere, molto spesso, spietati.

Un esempio?

«Hai visto il nuovo collega? Non mi ha fatto niente di male – ci mancherebbe – però mi sta antipatico a pelle, secondo me è un so-tutto-io da cui stare alla larga».

La tentazione di sacramentare sulla vita altrui è marchiata a fuoco nel nostro DNA. Pur non sapendo molto sul conto di chi ci circonda, inneschiamo un pericoloso circolo vizioso in cui trasformiamo (s)conosciuti in vittime inconsapevoli di un gioco infantile. Non giudicare significa astenersi dalle prime impressioni e dalle opinioni frettolose per conoscere il «mondo interiore» altrui con curiosità e un pizzico di ascolto attivo. Insomma, è fin troppo facile dare aria alla bocca, magari per paura di subire lo stesso destino. Tuttavia, non giudicare non è soltanto un atto di gentilezza sociale, ma anche di intelligenza.

Il motivo? Te lo spiego nei prossimi paragrafi...

Non giudicare – Dai Vangeli alla contemporaneità

Non giudicare

Praticare l’astensione dal giudizio è un toccasana per le emozioni, i progetti e le energie che accumuliamo giorno dopo giorno per affrontare i piccoli-grandi impegni quotidiani. Tuttavia, la mente è «programmata» per generare valutazioni costanti sia sulla realtà interna sia sull’ambiente in cui siamo immersi. Inutile dire che tale funzione, in tempi remoti, fungeva da «campanello d’allarme» della coscienza. L’uomo delle caverne – immerso in difficili condizioni di sopravvivenza – si serviva delle funzioni psichiche relative al pensiero causa-effetto per… darsela a gambe levate di fronte a un predatore affamato! Al giorno d’oggi, con il termine giudizio non s’intende più la discriminazione dei fatti o la predizione delle conseguenze derivanti da alcuni eventi, ma l’insieme delle opinioni soggettive e delle comunicazioni interpersonali di cui ci serviamo per «bollare» gli individui che ci circondano. La massima del «non giudicare» è, dunque, non soltanto uno tra i passi più noti del Vangelo, ma anche un consiglio attualissimo per non auto-condizionare la nostra mente. Ti ho già parlato della profezia che si auto-avvera, no?

Consigli per non giudicare… fin da subito!

Non giudicare

Mio caro lettore, la mente umana è uno strumento tanto potente quanto suggestionabile. I consigli trascritti di seguito sono, quindi, tratti dal libro che ha inspirato la scrittura del mio post. Mi riferisco a “Prima di giudicare, pensa! I 7 passi https://amzn.to/3w6Xahuper liberarsi del giudizio tossico e generare positività” di Salvo Noè, con una prefazione di Papa Francesco. Indipendentemente dal tuo credo religioso, sono certo che questo piccolo volumetto avrà molto da insegnarti!

Torniamo a noi:

  • Non giudicare gli altri per innalzare te stesso a una posizione di (presunta) superiorità. Piuttosto che intraprendere la strada del pettegolezzo denigratorio, lavora attivamente sulla tua autostima. Farai passi da gigante!
  • Pratica tanta, tantissima meditazione consapevole. La Mindfulness è la disciplina occidentalizzata – e, dunque, di facile esecuzione – di cui puoi servirti per praticare l’astensione dal giudizio e concentrarti sul momento presente. Non giudicare, medita!
  • Impara a riconoscere nella diversità una forma di ricchezza, non di pericolo. Per quanto possa sembrare banale, non siamo tutti uguali. Nel momento in cui giudichi un individuo sulla base delle tue percezioni superficiali, non stai esercitando la tua leadership, né tantomeno facendo sfoggio della tua intelligenza. Non potrai mai sapere qual è il background di esperienze del tuo interlocutore, quali le sue paure, quali i suoi grandi obiettivi di vita.

Non è forse meglio non giudicare, intavolare una conversazione a colpi di small talk e scoprire il mondo interiore del tuo nuovo, potenziale compagno di avventure?

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Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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