Pensieri intrusivi – Liberarsi dalle ossessioni e ritrovare la serenità
Pubblicato il Ottobre 5, 2022
Pensieri intrusivi

Mio caro lettore, ti è mai capitato di essere sopraffatto da pensieri intrusivi e da ossessioni ricorrenti? L’attività cognitiva umana è straordinariamente complessa. In alcuni casi, la facoltà mentale mette in atto estenuanti sforzi fallimentari che si traducono in timori, paure e stati di ansia infondati. E così, continuiamo a chiederci: «Avrò spento i fornelli prima di uscire di casa?» o ancora «Avrò chiuso la macchina a chiave?».

Tuttavia, i pensieri intrusivi possono assumere connotati di gran lunga peggiori: si crede di aver rubato involontariamente al supermercato o di aver investito qualcuno mentre si era alla guida. In questo articolo a tema Psiche, voglio approfondire il tema delle ossessioni ricorrenti al fine di fare chiarezza su un meccanismo cognitivo che, purtroppo, si trasforma molto spesso in sofferenza patologica: ecco cosa sapere.

Che cosa sono i pensieri intrusivi?

Pensieri intrusivi

Secondo Stanley Rachman, un’ossessione è: “[ogni pensiero] ricorrente, inaccettabile, indesiderato, accompagnato da un soggettivo disagio emotivo”. Lo stesso disagio che proviamo in condizioni di ansia, paura e scarsa autostima. E in effetti, sebbene alcune ossessioni siano considerate «sane» dalla letteratura accademica poiché correlate alla normale facoltà umana, in alcuni casi le idee disturbanti compaiono frequentemente, turbano la coscienza e spingono a dubitare del proprio Io.

I soggetti colpiti diventano vittime di un pericoloso circolo vizioso:

«Pensando x o y non sono normale… C’è qualcosa di sbagliato in me!»

«Perché non riesco a togliermi dalla testa quest’idea? Sono una persona cattiva!»

«Perché penso il bisogno di farmi del male? A chi chiedere aiuto? Mi prenderanno per pazzo!»

In tal modo, viene attivata una catena di pensieri intrusivi e ricorrenti che alimenta il distacco dell’individuo dalla realtà.

La domanda sorge, dunque, spontanea: come tenere a bada queste manifestazioni cognitive?

La natura dei pensieri intrusivi nel DOC

Pensieri intrusivi

Le persone che tendono a rimuginare sui pensieri intrusivi rimangono intrappolate nella propria mente, incapaci di concentrarsi sui propri obiettivi e sul proprio percorso di miglioramento personale. Non è raro che tali fenomeni siano inoltre presenti nel DOC (Disturbo Ossessivo Compulsivo) e che abbiano le seguenti caratteristiche:

  • Il soggetto non riesce a trovare una soluzione al quesito che gli frulla per la testa.
  • Non riesce a tenere a bada la coazione a ripetere.
  • Nonostante la stanchezza e lo stress accumulato, continua a tormentarsi.

E in effetti, i pensieri intrusivi permangono proprio perché, a differenza di quelli «naturali» affrontati con leggerezza e spensieratezza, vengono combattuti, spiegati, respinti ed eliminati dal soggetto.

Maggiore è la nostra tendenza alla ruminazione – cioè al pensiero ciclico e ossessivo – più elevate sono le chance di trasformare una semplice preoccupazione in realtà. Il processo in questione prende il nome di reificazione, la trasformazione di un’idea in un dato di fatto, in una verità tangibile.

Come tenere a bada i pensieri intrusivi?

Pensieri intrusivi

La soluzione è apparentemente banale: l’unico modo per dire bye bye ai pensieri intrusivi sta nel riuscire a smettere di combatterli. A tal proposito, la pratica della meditazione, dello yoga e della Mindfulness ci permette di modificare attivamente il nostro comportamento.

Impariamo a rivolgere la nostra attenzione al momento presente, a fare spazio, ad accogliere i pensieri negativi e ad accettare ciò che provoca disagio, paura e dolore. In questo modo, ci viene fornita una via d’uscita benefica e rilassante.

Il risultato?

Pensieri intrusivi

Ci sentiamo meno oppressi e, con il passare del tempo, riusciamo a gestire le emozioni con l’aiuto di semplici abitudini quotidiane. Tra le tante, la scrittura di un diario può aiutare a visualizzare i pensieri intrusivi, interrompere il loop e tornare a rivolgere il focus su noi stessi.

Se sei curioso di saperne di più, ti suggerisco di leggere Rimuginio – Teoria e terapia del pensiero ripetitivo scritto a più mani da Gabriele Caselli e Giovanni Maria Ruggiero. Lo trovi su Amazon in versione cartacea.

In aggiunta, ricorda di dare un’occhiata ai migliori libri di Mindfulness e a iscriverti alla newsletter del sito per non perderti altri contributi sul tema della psiche umana.

A presto,

Ale firma

Ale

Curioso, scrittore, viaggiatore ed avido lettore di cose interessanti. Negli ultimi dieci anni ha sperimentato come imparare e pensare meglio. Non promette di avere tutte le risposte, solo un punto di partenza.

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